Starlink sta abbassando i prezzi, e non è solo una bella notizia per chi cerca internet veloce dove la fibra non arriva. È anche, piuttosto chiaramente, una mossa di posizionamento: SpaceX sembra voler arrivare al debutto in Borsa con una storia semplice da raccontare e numeri ancora più convincenti. Più abbonati, più ricavi ricorrenti, più forza quando si tratterà di parlare con il mercato. Nel frattempo, sullo sfondo, si muove anche xAI, che ormai viaggia nello stesso perimetro societario: pagamenti anticipati ai creditori, ordine nei conti, meno frizioni. Tutto profuma di preparazione, di “mettere in vetrina” il meglio possibile prima di aprire le porte agli investitori.
Tagli di prezzo negli Stati Uniti: l’offerta che spinge la crescita di Starlink
Negli Stati Uniti Starlink ha annunciato un taglio deciso al piano residenziale, con un prezzo che in alcune aree selezionate scende a 39 dollari al mese. È il punto più basso mai toccato dalla società, anche se va detto subito che non si tratta di una riduzione definitiva. È una promozione dedicata ai nuovi clienti e vale per i primi sei mesi, quindi ha un obiettivo molto preciso: accelerare le attivazioni nel breve periodo e allargare la base installata.
Il piano base promette fino a 100 Mbps in download, un valore che per molte famiglie può essere più che sufficiente per streaming, smart working e uso quotidiano. E poi c’è l’altro dettaglio, quello che spesso pesa davvero sulla decisione d’acquisto: l’hardware. Il kit residenziale, di norma venduto a 349 dollari, viene proposto anche in noleggio a costo zero. Tradotto: i costi iniziali di ingresso si azzerano, e questo rende l’idea di quanto SpaceX voglia togliere ostacoli al primo click di sottoscrizione.
Nel pacchetto di riduzioni rientrano anche altri livelli di servizio. Le nuove soglie comunicate parlano di 100 Mbps a 39 dollari al mese invece di 50, 200 Mbps a 69 dollari invece di 80, e il piano Max a 109 dollari invece di 120. Ancora una volta, Starlink sta giocando una partita che non riguarda solo la connettività, ma la percezione: apparire più accessibile, più competitivo, più “mainstream”.
Italia: prezzi già aggressivi, prove gratuite e l’obiettivo di avvicinarsi al 5G
In Italia la situazione è diversa, perché Starlink parte già da cifre considerate piuttosto convenienti per un servizio satellitare. Il piano residenziale viene indicato a 29 euro al mese, mentre l’opzione più veloce arriva a 40 euro al mese. Un altro elemento interessante è l’assenza di costi di attivazione, che rende l’ingresso meno traumatico rispetto a molti servizi tradizionali, soprattutto in certe zone dove la connessione “classica” è ancora una promessa.
C’è anche un approccio più morbido verso chi è indeciso: i nuovi clienti possono provare Starlink per un mese e, se non soddisfatti, restituire il kit senza penali. È una formula che comunica fiducia, e allo stesso tempo abbassa la barriera psicologica di chi teme di spendere per poi scoprire che la copertura non è all’altezza.
Intanto l’azienda continua a spingere sull’ambizione tecnica. In questi giorni Starlink ha ribadito l’obiettivo di offrire velocità di download paragonabili a quelle del 5G, un messaggio che parla soprattutto a due pubblici: chi vive in aree difficili e chi vuole una connessione stabile anche in movimento. Non a caso SpaceX sta rafforzando accordi con il mondo dei trasporti, e in Italia si guarda con curiosità al caso Italo, che si prepara a diventare la prima compagnia ferroviaria a portare Starlink a bordo dei propri treni.
Il filo rosso è abbastanza evidente: prezzi più bassi dove serve spingere, formule più semplici per convincere i nuovi utenti, e una narrativa tecnologica aggressiva. Per Starlink è una fase di espansione, ma anche di costruzione dell’immagine. E quando all’orizzonte c’è una possibile IPO, ogni abbonamento in più non è solo un cliente: è un argomento da portare in sala riunioni.
