Chi utilizza spesso Google Gemini su Android sa bene che la sua interfaccia cambia di continuo. Google non ha mai avuto problemi a modificare elementi centrali dell’esperienza d’uso, e l’overlay dell’assistente — quello che compare sopra qualsiasi schermata quando lo si richiama con una gesture o con la pressione prolungata del tasto di accensione — è uno dei punti su cui il team continua a sperimentare di più.
Gemini ricorda conversazioni e integra Workspace
Nelle ultime ore è partito il rollout di un nuovo aggiornamento che ritocca proprio questo elemento. L’overlay mantiene la classica forma a pillola, ma al suo interno compare ora un pulsante strumenti. Già lo scorso autunno erano emersi indizi su un’interfaccia più ricca, capace di offrire accesso diretto alle funzioni avanzate dell’assistente senza dover aprire l’app completa.
La modifica più evidente riguarda l’organizzazione dello spazio: la scritta “Chiedi a Gemini” viene ora posizionata al centro dell’overlay, mentre il nuovo menu consente di aprire rapidamente la sezione degli strumenti, da cui si accede a funzioni come Canvas, Deep Research o l’Approfondimento guidato. In pratica l’overlay smette di essere soltanto una barra per domande rapide e diventa una porta d’accesso diretta alle capacità dell’assistente.
Anche il comportamento dell’interfaccia cambia quando si inizia a scrivere. Finché non si inserisce testo, Gemini resta nella forma compatta a pillola; quando si digita qualcosa, invece, l’overlay si espande in un rettangolo arrotondato con il campo di input nella parte superiore e, sotto, i pulsanti per allegati, strumenti, microfono e modalità conversazionale. L’unica funzione esclusa è il selettore dei modelli.
Il nuovo design sembra essere distribuito gradualmente a chi utilizza la versione 17.7.60 beta della Google App, il contenitore di tutte le funzionalità dell’assistente su dispositivi Android. Non è ancora chiaro quando arriverà nella versione stabile per tutti.
Project Echo e le novità di Gemini sfidano altri assistenti AI
Nel frattempo Google sta ampliando anche le capacità di memoria dell’assistente. La funzione che consente a Gemini di ricordare le conversazioni passate e usarle come contesto nelle chat successive sta iniziando ad arrivare anche agli utenti standard, mentre finora era riservata agli abbonati al piano Google AI Premium. Per ora l’Europa resta esclusa dalla distribuzione, probabilmente per questioni legate alla gestione dei dati.
L’espansione riguarda anche Google Workspace. Gemini ora può usare come fonte le conversazioni di Google Chat, affiancandosi a servizi già integrati come Gmail e Drive, permettendo all’assistente di recuperare informazioni direttamente dalle chat aziendali senza interrompere il flusso di lavoro tra le app.
Dietro le quinte, Google continua a testare altri cambiamenti. Tra le novità in sviluppo c’è Project Echo, pensato per importare conversazioni da altri chatbot direttamente dentro Gemini, semplificando il passaggio all’assistente di Mountain View. Un chiaro segnale di quanto la competizione AI stia diventando sempre più serrata.
