Dopo mesi di test in mercati selezionati, WhatsApp avvia la distribuzione globale delle inserzioni pubblicitarie all’interno dell’app. La novità riguarda esclusivamente la sezione Aggiornamenti e introduce due strumenti distinti: gli Status Ads e i Promoted Channels. Si tratta del cambiamento più rilevante nella storia recente della piattaforma di messaggistica, che finora aveva mantenuto le chat lontane da qualsiasi forma di advertising.
Gli Status Ads si inseriscono nel flusso degli Stati, con un formato identico a quello delle storie pubblicate dai contatti. Le inserzioni compaiono tra un aggiornamento e l’altro e possono essere saltate con un semplice gesto. Meta ha scelto di circoscrivere la pubblicità a questa area, lasciando fuori conversazioni private, chiamate e gruppi, che restano protetti da crittografia end-to-end.
Accanto agli annunci negli Stati arrivano i Promoted Channels, canali sponsorizzati evidenziati nella directory ufficiale con un’etichetta chiara. Aziende, brand e creator possono così aumentare la visibilità dei propri contenuti, raggiungendo utenti che altrimenti non li avrebbero intercettati. La distinzione tra canali ordinari e promozionali resta esplicita, con l’obiettivo di non creare ambiguità.
Per quanto riguarda il targeting, WhatsApp utilizza informazioni limitate come lingua, Paese e interazioni con gli annunci. I messaggi personali non vengono analizzati e non entrano nel sistema pubblicitario. La piattaforma punta a evitare l’impressione di invasività che spesso accompagna altri social del gruppo Meta.
In Europa WhatsApp offre un abbonamento per rimuovere gli annunci
Nel contesto europeo la situazione assume una sfumatura diversa. Gli utenti possono scegliere se mantenere la versione gratuita con pubblicità oppure sottoscrivere un abbonamento mensile che elimina completamente gli annunci dagli Stati e dai Canali. Per attivarlo è necessario essere maggiorenni e collegare l’account al Centro gestione account Meta.
Il costo varia in base alla modalità di pagamento: circa 3 euro al mese se l’adesione avviene tramite browser su Facebook o Instagram, mentre si sale a circa 4 euro mensili se si utilizza App Store o Google Play, a causa delle commissioni applicate dagli store digitali. Chi opta per l’abbonamento non visualizzerà inserzioni e le eventuali interazioni con contenuti sponsorizzati non saranno utilizzate per personalizzare la pubblicità sugli altri servizi Meta.
Il lancio è graduale e non tutti vedranno subito le novità. La scelta di monetizzare una piattaforma con oltre due miliardi di utenti rappresenta un passaggio delicato. WhatsApp cerca un equilibrio tra sostenibilità economica e tutela dell’esperienza privata che ne ha decretato il successo. Resta da capire come reagiranno gli utenti europei, sempre più sensibili ai temi della privacy e dell’invasività pubblicitaria.
