Prima le previsioni sull’era PlayStation 3 e Xbox 360, poi le analisi spesso controcorrente sull’evoluzione del mercato. Michael Pachter torna a far discutere con dichiarazioni destinate a dividere. Nell’ultima puntata della sua rubrica Pachter Factor, l’analista ha definito Xbox “sostanzialmente morta”. Un giudizio netto che ruota attorno a una scelta strategica precisa. Secondo Pachter, Microsoft avrebbe legato troppo il destino della console al modello in abbonamento.
Il Game Pass, indicato per anni come motore di crescita, non avrebbe mantenuto le promesse iniziali. Le stime più ottimistiche non si sarebbero tradotte in numeri reali. La conseguenza sarebbe un rallentamento strutturale difficile da invertire. L’analista sostiene che l’aumento del prezzo del piano Ultimate abbia aggravato la situazione. Il pubblico si sarebbe abituato alla formula “tutto incluso”. I livelli inferiori non offrirebbero lo stesso valore percepito. Allo stesso tempo, il costo dell’Ultimate risulterebbe eccessivo per chi acquista pochi titoli ogni anno. Questo squilibrio avrebbe eroso la base utenti più ampia. Senza una massa critica stabile, l’intero mondo rischierebbe di indebolirsi progressivamente.
Hardware premium e futuro incerto per la prossima generazione Xbox
Le critiche non si fermano al servizio. Pachter guarda con scetticismo anche alla prossima console. A suo avviso non verrà cancellata, ma sarà un prodotto premium. Una macchina pensata per una nicchia disposta a spendere di più. In un mercato sempre più sensibile al prezzo, la scelta comporta rischi evidenti. Se l’hardware si rivolge a pochi, la diffusione complessiva potrebbe ridursi ulteriormente.
Il legame stretto tra console e abbonamento diventerebbe ancora più fragile. La strategia multipiattaforma avviata da Microsoft rappresenta un tentativo di compensare. Tuttavia, secondo l’analista, non basterebbe a invertire la tendenza. Le vendite hardware degli ultimi anni mostrano segnali di difficoltà. Il confronto con la concorrenza resta impegnativo. Le parole di Pachter hanno toni provocatori, ma intercettano dubbi diffusi. Resta da capire se il nuovo corso saprà rafforzare il marchio. Molto dipenderà dall’equilibrio tra prezzo, catalogo e innovazione tecnologica.
