iPad Air M4 è arrivato con la solita sicurezza di Apple: annuncio a inizio settimana, preordini che partono da oggi, mercoledì 4 marzo, e disponibilità per tutti fissata per l’11 marzo. E già qui il messaggio è chiaro. Questo aggiornamento non vuole solo “rinfrescare” la linea, vuole proprio staccare il cartellino dalla generazione precedente. Apple lo dice senza troppi giri di parole, mettendo iPad Air M4 accanto a iPad Air M3 e rivendicando fino al 30 per cento di velocità in più. Confronto ancora più netto se si guarda al vecchio modello con M1, perché lì la casa parla di una potenza addirittura 2,3 volte superiore. Numeri da presentazione, certo. Però c’è un dettaglio interessante: prima ancora di vederlo davvero in azione, iPad Air M4 ha già lasciato tracce sui benchmark, e in particolare su Geekbench. Non è la prova definitiva, ma è il classico assaggio che permette di intuire dove andrà a parare questo tablet.
I primi numeri su Geekbench e cosa raccontano davvero
I test emersi riguardano il modello da 13 pollici con Wi Fi e connettività cellulare, identificato come “iPad16,11”. Due run separati, due fotografie leggermente diverse, come spesso succede nei benchmark. Nel primo caso, Geekbench segna 3.438 punti in single core e 12.885 in multi core. Nel secondo, invece, i punteggi diventano 3.714 in single core e 12.296 in multi core. Oscillazioni normali: cambiano condizioni, cambiano margini, a volte basta un processo in background o un diverso livello di temperatura per spostare un risultato.
Il confronto più utile, però, è con iPad Air M3 da 13 pollici, che in media si aggira sui 3.048 punti in single core e 11.667 in multi core. Tradotto: il salto generazionale c’è e si vede, soprattutto quando conta la reattività pura, cioè il lavoro su singolo thread. In percentuale, questi dati suggeriscono che iPad Air M4 potrebbe migliorare tra il 13 e il 22 per cento in single core e tra il 5 e il 10 per cento in multi core rispetto al modello precedente. Non sono numeri da “rivoluzione”, ma sono quel tipo di crescita concreta che si sente nell’uso quotidiano, nell’apertura delle app, nell’editing più leggero, nella gestione di più attività insieme.
Il confronto con iPad Air M3 e il senso di questo aggiornamento
A questo punto la domanda è inevitabile: cosa cambia davvero tra iPad Air M4 e iPad Air M3, al di là delle percentuali? Il single core più alto lascia intuire un iPad più scattante nei gesti rapidi e nelle operazioni comuni, quelle che fanno la differenza quando si usa il tablet come “computer da divano” o come strumento di lavoro in mobilità. Il multi core, invece, cresce ma con più prudenza, segno che Apple sta lavorando su un equilibrio preciso, senza inseguire solo la potenza massima su carta.
Poi c’è l’elemento narrativo, quello che Apple ama sempre: il paragone con M1. Dire “oltre due volte” serve a ricordare quanta strada sia stata fatta in poche generazioni e a spingere chi è rimasto indietro a considerare l’upgrade. E con questi primi risultati su Geekbench, la promessa non sembra campata in aria. Certo, finché non arrivano test completi su autonomia, gestione del calore e prestazioni reali nelle app più pesanti, resta una valutazione parziale. Però il segnale è chiaro: iPad Air M4 non è solo un nome nuovo in listino, è un passo avanti misurabile, soprattutto rispetto a iPad Air M3, e abbastanza da far parlare di lui ancora prima dell’uscita ufficiale.
