La connettività satellitare non è più un semplice elemento di marketing per smartphone premium: sta diventando una componente strutturale dell’infrastruttura mobile. Samsung lo sa bene e, a ridosso del lancio dei nuovi Galaxy S26, annuncia un’espansione significativa del supporto alle comunicazioni via satellite su diversi modelli della gamma Galaxy. Non si tratta solo dei nuovi top di gamma, ma di un’estensione più ampia che coinvolge più mercati e più operatori rispetto al passato.
Dall’emergenza alla continuità operativa
La comunicazione satellitare sugli smartphone nasce con un obiettivo preciso: garantire richieste di soccorso e messaggi brevi anche in assenza di rete cellulare. Ma l’evoluzione del servizio sta andando oltre la semplice funzione SOS.
Samsung parla di un ampliamento che include non solo emergenze, ma anche messaggistica e dati via satellite, pensati per assicurare continuità operativa in aree remote o in caso di blackout delle infrastrutture terrestri. In altre parole, il satellite non è più solo l’ultima spiaggia: diventa un livello aggiuntivo della connettività.
Stati Uniti: ecosistema già avviato
Negli Stati Uniti il percorso è iniziato già nel 2025 con la collaborazione tra Samsung e T-Mobile attraverso il servizio T-Satellite, basato sull’infrastruttura Starlink. Il supporto riguarda alcuni modelli Galaxy S e Galaxy A. È attiva anche una partnership con Verizon per servizi analoghi, focalizzati su SOS e messaggistica di base. Ora si aggiunge un nuovo tassello: l’avvio di una collaborazione con AT&T per abilitare funzionalità satellitari simili. Il mercato americano si conferma quindi uno dei più avanzati sul fronte dell’integrazione tra reti terrestri e costellazioni satellitari LEO.
Europa: espansione progressiva
Nel mercato europeo Samsung amplia la rete di accordi con operatori locali. I primi passi riguardano il Regno Unito con Virgin Media O2 e Vodafone, mentre in Spagna sono previsti test con MasOrange a partire da marzo. La distribuzione avverrà in modo graduale, perché ogni Paese richiede adeguamenti normativi e accordi specifici con gli operatori mobili. L’adozione del satellite in Europa è quindi più frammentata rispetto agli Stati Uniti, ma la direzione è chiara.
In Giappone i servizi satellitari sono disponibili dal 2025 tramite KDDI su Galaxy S22 e modelli successivi, oltre ad alcuni Galaxy A. Dal 2026 il supporto sarà esteso anche attraverso SoftBank e NTT DoCoMo, mentre prosegue la collaborazione con Rakuten Mobile per un’espansione progressiva. Il Giappone rappresenta un mercato tecnologicamente avanzato dove l’integrazione tra reti mobili e sistemi satellitari è già in fase operativa.
