La mobilità urbana negli ultimi tempi è stata costretta ad assumere caratteristiche di estrema duttilità a causa delle importanti modifiche correlate al regolamentazioni sempre più stringenti che determinano chi può circolare e chi invece non può farlo, il tutto ovviamente sulla base delle emissioni che vanno a guidare le direttive europee e di conseguenza le amministrazioni comunali, nello specifico il numero di zone a basse emissioni continua a crescere costantemente andando a colpire duramente le auto a benzina e diesel.
Tutto ciò però nella maggior parte dei casi si traduce in un paradosso, avere un’auto perfettamente funzionante sempre ben mantenuta alle volte si traduce nell’impossibilità di circolare, ecco che come possibile soluzione arriva il retrofit, una particolare soluzione tecnica che permette di aggiornare la carta di circolazione senza andare incontro alla rottamazione oppure affrontare spese per un nuovo veicolo.
In cosa consiste
Nello specifico dal 1 dicembre 2015 è arrivato il decreto retrofit, una particolare legge che introduce un concetto definito come riqualificazione elettrica, ciò di fatto permette ai produttori di omologare un kit standardizzato per un determinato modello di automobile andando di fatto a standardizzare anche la pratica di installazione di un sistema elettrificato un po’ come succede con gli impianti a gpl.
Il kit in questione non può essere montato in autonomia dal momento che l’installazione deve essere eseguita in autofficine accreditate che ovviamente siano in grado di rilasciare una certificazione garantita che attesti che il kit presente gode di un’omologazione apposita per quel modello in modo da poter aggiornare il libretto di circolazione, questa pratica permette di ottenere o un’auto elettrica o ibrida.
Le soluzioni
Per quanto riguarda la prima, si tratta senza alcun dubbio dello stravolgimento più importante poiché viene totalmente rimosso il motore termico, insieme al serbatoio e al sistema di scarico, i quali lasciano il posto ad un motore elettrico con un pacco batterie e ovviamente l’elettronica di gestione è necessaria per gestire il tutto, si tratta ovviamente di un intervento invasivo che di fatto però azzera le emissioni della vettura garantendo la totale libertà di circolazione, il passaggio ad una vettura 100% elettrica purtroppo non gode di costi calmierati poiché le cifre possono arrivare addirittura a 15.000 €, che salgono ancora di più in caso di auto dal segmento elevato.
Il passaggio alla motorizzazione ibrida invece richiede un’opera meno drastica poiché il motore a combustione rimane il principale protagonista della locomozione della vettura, ma l’intervento permette di aggiungere un piccolo modulo elettrico che aiuta l’unità endotermica nelle situazioni di maggiore sforzo, di conseguenza l’auto non si potrà muovere esclusivamente in elettrico, ma tale modulo aiuterà nelle situazioni di carico principale che portano spesso alle maggiori emissioni.
In questo caso i costi sono assolutamente più accessibili poiché parliamo di un prezzo che oscilla tra 1500 € e 2000 € comprensivi di installazione e pratiche burocratiche, in entrambi i casi sicuramente si tratta di un risparmio importante rispetto all’acquisto di una nuova vettura dunque di una soluzione assolutamente valida.
