Si parla ancora una volta della Via Lattea. A quanto pare, una mappa molto più precisa del solito ha messo in luce qualcosa di inatteso e piuttosto fastidioso per le idee consolidate. I dati arrivano dal Dominion Radio Astrophysical Observatory e si basano sull’analisi della rotazione di Faraday, quel piccolo effetto che piega la polarizzazione delle onde radio quando attraversano il gas ionizzato dello spazio. Si guarda quel “torsione” e si riesce a leggere l’orientamento dei campi magnetici lontano anni luce.
Cosa mostra la nuova mappa in merito alla Via Lattea
La scansione ha rivelato un’anomalia nel Braccio del Sagittario. Qui il campo sembra andare contromano rispetto al flusso generale: una vera e propria inversione magnetica diagonale, non una semplice deviazione. Per spiegare quel disallineamento è stato necessario costruire un modello in tre dimensioni che mette in mostra flussi magnetici tutt’altro che regolari. Le linee non scorrono lisce, ma si intrecciano in strutture asimmetriche, con pieghe e giunzioni che ricordano più una tela di ragno che una corrente uniforme. I ricercatori hanno interpretato questi segnali come il risultato di interazioni locali e di turbolenze nel plasma interstellare: piccoli scontri, scossoni, forse ondate di pressione generate da vecchie esplosioni stellari, che ribaltano l’orientamento dei campi su scala regionale. Insomma, niente orchestra, più una jam session caotica.
Una scoperta importante per gli astronomi
Il valore pratico di questa mappa va oltre la semplice cartografia. Capire come si dispongono i campi magnetici a livello galattico significa avere un pezzo in più nel puzzle della formazione stellare e del trasporto del gas interstellare. I campi plasmano il collasso delle nubi, guidano i getti, smorzano o amplificano la turbolenza. Se la struttura magnetica è dominata da fenomeni locali e non da un flusso laminare uniforme, molte simulazioni dovranno essere riviste. Inoltre, l’esistenza di inversioni su scale regionali influisce anche su come si propagano i raggi cosmici e su come vengono interpretati segnali polarizzati provenienti da sorgenti lontane. Non è un dettaglio.
