La rottura tra l’amministrazione statunitense e Anthropic è diventata ufficiale. Con un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente Donald Trump ha ordinato alle agenzie federali di interrompere l’utilizzo dei prodotti dell’azienda di intelligenza artificiale, concedendo un periodo di sei mesi per completare la transizione. Una decisione che di fatto esclude nuovi rapporti contrattuali con la società e segna un precedente significativo nell’uso dell’AI in ambito militare.
La mossa è stata seguita da una presa di posizione ancora più netta da parte del Pentagono. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha designato Anthropic come “azienda a rischio” per la catena di approvvigionamento legata alla sicurezza nazionale. Questo comporta che nessun fornitore o partner del Dipartimento della Difesa potrà intrattenere attività commerciali con la società.
Il nodo: limiti sull’uso dell’intelligenza artificiale
Alla base della frattura c’è stato un confronto diretto tra Pete Hegseth e il CEO di Anthropic, Dario Amodei. Il punto critico riguardava i limiti inseriti nei modelli dell’azienda per impedirne determinati utilizzi.
Da una parte, il governo statunitense chiedeva maggiore flessibilità per applicazioni legate alla sicurezza nazionale. Dall’altra, Anthropic avrebbe mantenuto una linea restrittiva, rifiutando di superare alcuni vincoli integrati nei propri sistemi. Il disaccordo si sarebbe concentrato soprattutto su due ambiti: l’eventuale impiego dell’AI per attività di sorveglianza di massa sui cittadini americani e lo sviluppo di sistemi d’arma capaci di operare senza supervisione umana. La mancata convergenza su questi aspetti avrebbe accelerato la decisione politica, trasformando un confronto tecnico in uno scontro istituzionale.
OpenAI pronta a subentrare
Nel giro di poche ore dallo stop ad Anthropic, lo spazio lasciato libero sarebbe stato occupato da OpenAI. Secondo quanto riportato dal The New York Times, i colloqui tra l’azienda e il governo erano già in corso nei giorni precedenti, ma avrebbero subito un’accelerazione dopo l’annuncio presidenziale, traducendosi rapidamente in un accordo con il Pentagono.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di difesa. La decisione dell’amministrazione Trump non riguarda soltanto un singolo fornitore, ma apre un fronte politico e strategico sul controllo, sui limiti e sulle responsabilità legate all’uso dell’AI in ambito militare.
