Il Festival di Sanremo ha deciso di abbracciare l’intelligenza artificiale, portando sul palco dell’Ariston un esperimento visivo destinato a far discutere. Durante una delle serate, mentre risuonavano le note di “Papaveri e Paperi”, la regia ha applicato in tempo reale un filtro AI che ha trasformato pubblico e conduttore in una sorta di esercito di paperi digitali. Il risultato? Una sequenza di circa 15 secondi che ha lasciato molti spettatori tra lo stupore e l’imbarazzo.
L’effetto, realizzato in presa diretta, ha modificato i volti in movimento creando un’animazione continua e instabile. Le espressioni cambiavano forma di fotogramma in fotogramma, con tratti che si deformavano e si ricomponevano in modo poco coerente. L’impressione generale ricordava gli esordi delle prime piattaforme di generazione video tramite AI, quando l’algoritmo faticava a mantenere stabilità e proporzioni sui soggetti in movimento.
Sui social il momento è diventato immediatamente virale, alimentando un dibattito acceso. C’è chi ha parlato di trovata ironica e sperimentale, chi invece ha definito la scena un “incubo televisivo”, a metà strada tra animazione surreale e filtro mal riuscito. In ogni caso, l’esperimento ha centrato un obiettivo, far parlare del Festival anche al di fuori delle canzoni in gara.
Sanremo tra innovazione e rischio “AI slop”
L’iniziativa è legata al ruolo di TIM come main partner dell’evento, che aveva annunciato l’intenzione di arricchire le serate con suggestioni visive basate su nuove tecnologie. L’uso dell’AI, però, ha mostrato quanto sia delicato applicare questi strumenti in un contesto live, dove ogni movimento, luce o inquadratura può generare risultati imprevedibili.
L’episodio riapre una riflessione più ampia sull’impiego dell’intelligenza artificiale nell’intrattenimento televisivo. La cosiddetta “AI slop”, ovvero contenuti generati con standard qualitativi discutibili, è ormai una realtà diffusa online. Portarla sul palco di Sanremo, tempio della tradizione nazionalpopolare, rappresenta una scelta coraggiosa ma rischiosa.
Il Festival è da sempre uno specchio dei tempi e delle tendenze culturali del Paese. Se oggi l’AI permea pubblicità, social e produzioni audiovisive, non sorprende che trovi spazio anche all’Ariston. In ogni caso, l’esperimento dei “paperi” dimostra che l’innovazione tecnica non garantisce automaticamente un risultato convincente dal punto di vista estetico.
Resta da capire se nelle prossime serate verranno proposte nuove sequenze basate sull’intelligenza artificiale o se l’accoglienza contrastata porterà a un ridimensionamento dell’iniziativa. Di certo, l’episodio ha segnato uno dei momenti più commentati di questa edizione di Sanremo, tra ironia, perplessità e curiosità verso il futuro della televisione.
