Lo spazio è un luogo misterioso in cui, i vari fenomeni, diventano fonte continua di curiosità da parte di esperti ed appassionati. A tal proposito, uno degli eventi più osservati riguarda i buchi neri. In uno scenario in cui due galassie si scontrano e si mescolano, i loro buchi neri iniziano a orbitare l’uno attorno all’altro. I due si avvicinano in modo continuo. Ciò fino al momento in cui il loro incontro sprigionerà un’onda di energia che percorrerà l’universo. Gli astronomi finora hanno visto solo coppie lontane, così distanti che non è possibile assistere alla fase finale della loro fusione. Ma qualcosa di nuovo potrebbe cambiare le regole del gioco. In futuro, strumenti come il Laser Interferometer Space Antenna dell’ESA o il progetto cinese TianQin potrebbero intercettare le onde gravitazionali di tali sistemi. Ma ancora prima si potrebbe notarli in un altro modo, ovvero osservando la luce delle stelle piegata e distorta dai buchi neri stessi.
Buchi neri: ecco come individuarli prima della loro collisione
Quando due di tali giganti orbitano insieme, non basta più un allineamento perfetto. La loro danza crea una specie di lente rotante, una zona a forma di diamante che gli scienziati chiamano curva caustica. Una stella che attraversa quell’area non si limita a brillare una volta: lampeggia, cresce e diminuisce, ripetutamente. Tali bagliori, regolari e prevedibili, diventano la firma dei buchi neri binari. Un vero codice luminoso nascosto tra le stelle. È un processo che si sviluppa su tempi enormi, milioni di anni, troppo lunghi per osservarne uno dall’inizio alla fine. Ma raccogliendo tanti esempi in fasi diverse, gli scienziati possono ricostruire l’intera storia. Alla fine, quello che si osserva non è solo un fenomeno nello spazio. Si tratta di una traccia silenziosa di due giganti che si muovono insieme nel buio dello spazio, e che, senza far rumore, modellano l’universo intero.
