Dopo l’esordio in patria avvenuto a fine 2025, Xiaomi è pronta a replicare lo schema anche fuori dai confini cinesi. Il palcoscenico scelto è quello dell’evento internazionale in programma il 28 febbraio, lo stesso che vedrà protagonista la nuova generazione di smartphone top di gamma del marchio. In quell’occasione verrà ufficializzato anche il lancio globale di Xiaomi Watch 5, segnando un passaggio strategico per il settore indossabile dell’azienda.
La presenza dello smartwatch nelle pagine teaser del sito internazionale lascia intuire che la disponibilità commerciale potrebbe seguire a stretto giro la presentazione ufficiale. Per quanto riguarda il prezzo, le prime indiscrezioni parlano di una cifra attorno ai 329 euro per la versione priva di eSIM, mentre resta da capire se l’eventuale variante con connettività cellulare verrà distribuita anche in Europa.
Il design dovrebbe ricalcare quello già visto in Cina, con un display AMOLED da 1,54 pollici e una batteria da 930 mAh, capacità decisamente generosa per la categoria. Proprio l’autonomia sarà uno dei punti più osservati al debutto, considerando che il modello globale adotterà un sistema operativo differente rispetto alla controparte cinese.
Wear OS cambia le carte in tavola per Xiaomi Watch 5
La vera svolta riguarda infatti il software. A differenza della versione lanciata sul mercato cinese, la variante internazionale di Xiaomi Watch 5 sarà equipaggiata con Wear OS. Una scelta che apre le porte all’ecosistema Google, con accesso diretto al Play Store e integrazione nativa di servizi come Maps, Wallet e assistente basato su intelligenza artificiale.
Sul piano tecnico, lo smartwatch dovrebbe affidarsi allo Snapdragon W5 Gen 1 affiancato dal co-processore BES2800, una combinazione pensata per bilanciare prestazioni e consumi. Non manca una dotazione di sensori completa, con rilevazione del battito cardiaco, saturazione dell’ossigeno, ECG, oltre a accelerometro, giroscopio, bussola e barometro. Tra gli elementi più particolari emerge un sensore EMG, capace di interpretare i segnali muscolari della mano per tradurli in comandi gestuali.
L’arrivo di Wear OS rappresenta un cambio di passo importante per Xiaomi. L’azienda punta infatti a rafforzare la propria presenza nel segmento premium degli smartwatch, sfidando direttamente i marchi già consolidati in ambito Android. Resta ora da capire se l’autonomia saprà reggere l’impatto di un sistema operativo più completo e strutturato, ma il conto alla rovescia è ormai iniziato.
