Dopo mesi di aggiustamenti, slittamenti, finestre di lancio che si aprivano e si richiudevano, il 6 marzo era stato indicato come il momento della verità. Artemis II, la missione destinata a riportare esseri umani lungo la rotta lunare, appariva pronta a entrare nella fase decisiva. Poi, ancora una volta, è arrivata una notizia poco rassicurante. L’annuncio è stato diretto, senza giri di parole. Jared Isaacman, intervenendo su X, ha confermato che la missione subirà un nuovo rinvio. Il motivo dieto la decisione presa dalla NASA riguarda un’anomalia tecnica emersa durante operazioni di routine. A tradire le aspettative è stato il sistema di elio dell’Interim Cryogenic Propulsion Stage. Un componente chiave del razzo Space Launch System.
La NASA rinvia ancora Artemis II: ecco il motivo
Il problema si è manifestato durante una procedura che, almeno sulla carta, non avrebbe dovuto riservare sorprese. Ovvero la ripressurizzazione. In quel momento il team ha notato qualcosa che non tornava. L’elio non fluiva attraverso il veicolo. Un dettaglio che ha fatto scattare campanelli d’allarme molto familiari, perché un’anomalia simile aveva già creato problemi durante Artemis I.
Ciò che rende la situazione ancora più frustrante è il confronto con le prove precedenti. Durante le Wet Dress Rehearsal WDR1 e WDR2, i sistemi avevano funzionato correttamente. Tutto sembrava rispondere secondo le aspettative. Poi, nel mezzo di una procedura standard, qualcosa cambia. Adesso il veicolo è stato posto in configurazione di sicurezza. I motori vengono mantenuti in spurgo attraverso il sistema di terra, evitando l’uso dell’elio di bordo. Nel frattempo, gli ingegneri stanno analizzando possibili cause che spaziano da un filtro finale sull’umbilicale a un’interfaccia a sgancio rapido difettosa. Fino all’ipotesi di una valvola di non ritorno interna non funzionante.
Quest’ultima possibilità, inevitabilmente, richiama alla memoria il precedente di Artemis I. E qui emerge uno degli aspetti più delicati della vicenda. Per Artemis II erano già state implementate modifiche e misure correttive proprio per prevenire il ripetersi di quel tipo di criticità. Ora il razzo verrà riportato nel Vehicle Assembly Building, dove sarà possibile effettuare un intervento profondo. Un passaggio che, di fatto, chiude la porta alla finestra di lancio prevista per marzo. Considerando tale scenario, l’attenzione si sposta sulla prossima strategia della NASA, chiamata a chiarire nuovi tempi e strategie.
