Una recente notizia ha subito attirato l’attenzione del mondo tech. Bill Gates non salirà sul palco del keynote di apertura dell’AI Impact Summit di Nuova Delhi. Era atteso subito dopo il primo ministro indiano Narendra Modi, pronto a parlare di innovazione, intelligenza artificiale e futuro tecnologico. Eppure, ha scelto di ritirarsi poche ore prima dell’intervento. Una mossa che ha subito acceso i riflettori sui legami con Jeffrey Epstein. Non è certo un segreto che i rapporti tra i due uomini siano stati al centro di scandali e speculazioni negli ultimi anni, ma l’ultima tranche di documenti rilasciata dal governo americano ha riportato la questione al centro dell’attenzione. Alcune delle accuse più controverse riguardano persino questioni personali delicate, tutte smentite da Gates, che ha sempre sottolineato di non aver mai preso parte a comportamenti illegali.
Gli Epstein File hanno portato Bill Gates a rinunciare al summit AI?
Con la recente decisione, la questione ritorna a galla con forza. Ciò soprattutto perché non si tratta solo di gossip. La scelta di Gates riguarda un evento globale che riunisce alcune delle menti più influenti dell’AI e del mondo della tecnologia. Tra cui Sam Altman di OpenAI, Sundar Pichai di Google, Emmanuel Macron e persino l’ex premier britannico Rishi Sunak, ora consulente per Anthropic e Microsoft. Tutti loro si trovano ora sullo stesso palco per dibattere sull’Ai. In tale contesto, l’assenza di Gates si fa notare come un vuoto improvviso all’interno del programma.
La Gates Foundation ha diffuso una nota breve, quasi diplomatica. Secondo quanto dichiarato, la decisione sarebbe servita a garantire che l’attenzione restasse sui temi del summit e non su vecchie vicende personali. È chiaro, però, che dietro la formalità c’è la consapevolezza che la sua presenza avrebbe inevitabilmente portato il dibattito lontano dai progetti di intelligenza artificiale, e più vicino a scandali passati e speculazioni legate all’immagine pubblica di Gates.
