Il 2025 si è chiuso con un segnale incoraggiante per il mercato smartphone europeo. Dopo mesi di incertezze economiche e consumi, l’ultimo trimestre dell’anno ha riportato una crescita delle spedizioni pari al 2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un aumento moderato, ma comunque notevole soprattutto all’interno di un contesto ancora segnato dall’inflazione e dall’instabilità macroeconomica.
Il periodo natalizio ha come sempre giocato un ruolo decisivo. Le festività hanno sostenuto la domanda di smartphone e contribuito a un bilancio annuale definito dagli analisti “ragionevole” rispetto alle difficoltà strutturali del mercato. In questa situazione, alcuni produttori hanno saputo sfruttare meglio la ripresa.
Apple ha rafforzato la propria posizione soprattutto nell’Europa orientale, grazie alla forte domanda per la nuova generazione di iPhone 17. Anche Samsung ha mostrato segnali di solidità negli ultimi mesi dell’anno, tornando a registrare performance più incoraggianti. A sorprendere maggiormente è stata però Honor. Il marchio ha infatti continuato a guadagnare terreno in Europa occidentale, sostenuto da un’offerta sempre più competitiva nelle fasce medio-alte e premium. Negli ultimi due anni il brand ha costruito una presenza più solida, puntando su design, autonomia e rapporto qualità-prezzo, elementi che stanno convincendo una quota sempre più alta di consumatori europei.
Smartphone sotto pressione, Xiaomi rallenta, Oppo fatica e il 2026 preoccupa
Non tutti i produttori hanno beneficiato della stessa dinamica. Xiaomi ha registrato un leggero arretramento su base annua, complice una gamma percepita come meno attrattiva rispetto al ciclo precedente. Ancora più complessa la situazione per Oppo e per i marchi collegati, tra cui OnePlus e Realme. Il gruppo continua a incontrare difficoltà nel consolidare la propria presenza in Europa. Ciò in particolare anche a causa di una concorrenza agguerrita e di un contesto distributivo meno favorevole rispetto al passato.
Se il 2025 si è chiuso con un moderato ottimismo, le previsioni per il 2026 sono più caute. Gli analisti prevedono una flessione anno su anno per gran parte dei trimestri, principalmente a causa della crisi delle memorie che potrebbe comportare un aumento dei prezzi dei dispositivi. Le fasce basse e medio-basse del mercato smartphone risultano le più esposte, perché maggiormente sensibili alle variazioni di prezzo.
Insomma, il quadro complessivo racconta così un settore che ha dimostrato resilienza, ma che resta fragile. Le strategie dei produttori, l’andamento dei costi e la capacità di stimolare il ricambio saranno determinanti per capire se le aziende saranno in grado di mantenere l’equilibrio raggiunto nel 2025 o se dovranno affrontare una nuova fase di contrazione.
