Moro è il nome che potrebbe cambiare tutto per la prossima fase animata di Dragon Ball Super, e non è un caso se i fan lo tengono d’occhio da tempo. Nel manga l’antagonista dell’arco Galactic Patrol Prisoner non viene raccontato come il solito nemico più muscoloso di quelli visti prima, ma come qualcosa di diverso. Una minaccia vecchia di secoli, crudele, difficile da mettere all’angolo. Ed è proprio questo che lo rende interessante.
Chi è Moro e perché fa paura davvero
Parliamo di un criminale millenario dell’Universo 7, legato alla Pattuglia Galattica, con poteri magici che ruotano attorno a un’idea tanto semplice quanto inquietante, ovvero assorbire l’energia vitale. Non solo dei combattenti che si trova davanti, ma di interi pianeti. Questa capacità di prosciugare tutto ciò che incontra lo mette su un piano differente rispetto a molti avversari recenti della serie. Il conflitto smette di essere il classico botta e risposta tra guerrieri sempre più forti e diventa qualcosa di più predatorio, quasi strategico.
L’arco di Moro, appunto Galactic Patrol Prisoner, arriva nel manga dopo gli eventi di Dragon Ball Super Broly e fa parte del proseguimento cartaceo della saga, quello che ha preso il testimone dopo la fine dell’anime televisivo nel 2018. Ecco perché l’adattamento animato viene atteso con tanta curiosità. Porterebbe finalmente sullo schermo materiale che fino a oggi è rimasto solo sulla carta.
Il paragone pesante con Perfect Cell
Nella storia Goku e Vegeta finiscono coinvolti dalla Pattuglia Galattica nella caccia a Moro, con una fetta importante delle vicende ambientata su Nuovo Namek. E il ritorno su Namek non è soltanto una questione di ambientazione. L’arco recupera elementi cari alla saga classica, li rimescola attorno a una minaccia più cupa e allarga il campo narrativo oltre il solito scontro fisico. Il confronto che molti tirano fuori quando si parla di Moro è quello con Perfect Cell, ancora oggi uno dei villain più iconici di tutto Dragon Ball Z. L’accostamento non riguarda tanto i poteri o il ruolo preciso dentro la trama, quanto la presenza scenica, il senso di pericolo e l’impatto che lascia. Un paragone che, diciamocelo, non si fa a cuor leggero.
C’è poi tutto il contorno che rende questo capitolo prezioso. Merus, la Pattuglia Galattica, i nuovi percorsi di allenamento pensati per Goku e Vegeta. Tradurre in animazione una fase del genere non significa semplicemente aggiungere un cattivo alla lista. Vuol dire portare sullo schermo un momento del manga che ridefinisce regole, gerarchie e tensioni interne dell’intero universo di Dragon Ball Super.
Al momento non ci sono indicazioni su piattaforme italiane né dettagli precisi sulla distribuzione. Quello che conta, per ora, è il materiale narrativo. Moro resta uno degli antagonisti più attesi dell’era post anime, mentre il franchise continua a muoversi con forza anche lontano dalla televisione, come dimostra l’attenzione che ruota attorno a uscite collegate del calibro di Dragon Ball Super Super Hero.