Fino a poco tempo fa era il classico gioco che si usava come unità di misura della potenza di un PC. Se riuscivi a far girare bene Cyberpunk 2077, allora la tua macchina poteva affrontare praticamente qualsiasi cosa. Oggi la situazione è cambiata più velocemente di quanto molti si aspettassero, e il segnale più evidente arriva da un luogo che, fino a qualche anno fa, sarebbe sembrato improbabile: uno smartphone.
Cyberpunk 2077 gira su smartphone
Il test pubblicato da ETA PRIME mostra il gioco in esecuzione su un RedMagic 11 Pro, e non si tratta di un semplice streaming da cloud o da PC remoto. Qui il titolo gira localmente, grazie a una combinazione di strumenti che racconta bene quanto sia evoluto l’ecosistema mobile. L’app Game Hub sfrutta infatti le tecnologie di Winlator e Wine per eseguire software Windows su Android, mentre i nuovi driver Turnip per la piattaforma Snapdragon 8 Elite hanno fatto il resto, migliorando in modo significativo la compatibilità e le prestazioni.
I numeri, presi da soli, potrebbero sembrare modesti: tra i 25 e i 30 frame al secondo, impostazioni basse, risoluzione di output a 720p e FSR 2.1 in modalità bilanciata. Eppure il dato interessante non è tanto la qualità assoluta, quanto il contesto. Qualche anno fa, prestazioni del genere erano tipiche di un PC di fascia medio-bassa alle prese con uno dei titoli più pesanti della sua generazione. Oggi lo stesso risultato arriva da un dispositivo che sta in tasca.
L’immagine, naturalmente, non è perfetta. Gli artefatti ci sono, la nitidezza non sempre convince e attivando la Frame Generation FSR 3.1 si può salire verso i 40 fps, ma al prezzo di qualche imperfezione in più. Anche la temperatura racconta il lato meno glamour dell’esperimento: durante il test si sfiorano i 100 gradi, nonostante il sistema di raffreddamento attivo del dispositivo. È il promemoria che questa non è ancora una soluzione pensata per sessioni lunghe e rilassate.
Il confronto con dispositivi dedicati resta inevitabile. Lo smartphone si avvicina alle prestazioni di Steam Deck con profili ottimizzati, ma non riesce ancora a eguagliarlo in stabilità ed efficienza. E rimane distante da ciò che si è visto su Nintendo Switch 2, dove l’ottimizzazione specifica per l’hardware fa tutta la differenza.
Il mobile si avvicina davvero al PC gaming
La parte davvero interessante, però, è quella che si legge tra le righe. In questo caso c’è una perdita di prestazioni significativa dovuta al fatto che il gioco gira attraverso livelli di compatibilità e traduzione. Non è un porting nativo. Se già oggi si ottengono questi risultati in condizioni non ideali, è facile immaginare cosa potrebbe succedere con un’ottimizzazione diretta per Android: dettagli medi, uso moderato delle tecniche di upscaling e una fluidità stabile sopra i 40 fps non sembrano affatto uno scenario irrealistico.
Il punto non è che giocheremo tutti a Cyberpunk sul telefono domani. Il punto è che il confine tra mobile e PC sta diventando sempre più sottile, e ogni esperimento come questo rende un po’ più concreta l’idea che la potenza, ormai, non sia più legata alla dimensione del dispositivo, ma solo a quanto bene si riesce a sfruttarla. E guardando la velocità con cui stanno migliorando SoC e driver, la sensazione è che il vero salto debba ancora arrivare.
