In un intervento pubblico, il ministro della Difesa dei Paesi Bassi, Gijs Tuinman, accenna alla possibilità che il software del F-35 Lightning II possa essere “sbloccato”, quasi come uno smartphone libero dai suoi vincoli. Il dibattito è partito subito, ciò soprattutto perché si parla del caccia più discusso degli ultimi anni. A tal proposito, è emblematico il paragone va subito con il jailbreak. In ambito militare non si tratta di cambiare impostazioni o installare applicazioni non ufficiali, ma di intervenire su sistemi di missione, integrazione di sensori, gestione dei dati. È un territorio dove tecnologia, sicurezza e geopolitica si intrecciano in modo indissolubile. Dietro l’F-35 c’è Lockheed Martin, colosso della difesa statunitense che coordina un programma internazionale estremamente vasto.
F-35 Lightning: il caccia può essere hackerato con facilità?
Non è un prodotto “solo americano“, anche se Washington ne detiene il controllo strategico. L’Europa è coinvolta, industrialmente e operativamente. L’Italia, per esempio, ospita a Cameri una linea di assemblaggio e manutenzione che rappresenta un nodo fondamentale per diversi clienti in Europa.
Il centro digitale del velivolo vive di aggiornamenti continui, diagnostica avanzata, scambio di dati sensibili. Prima ALIS, oggi ODIN: piattaforme che non sono semplici strumenti tecnici, ma vere infrastrutture critiche. Attraverso di esse transitano pacchetti di dati missione che includono informazioni classificate sulle minacce, sugli scenari operativi, sulle difese avversarie. È qui che la leggerezza della frase iniziale svanisce del tutto. Chi controlla il software, in fondo, controlla una parte della capacità operativa stessa.
E allora la domanda cambia prospettiva. Non è più “si può davvero sbloccare un F-35?”, ma quanto margine di autonomia hanno gli alleati? Finora solo Israele ha ottenuto condizioni che hanno permesso di integrare software proprietari. Per gli altri partner, le modifiche restano nei processi approvati dagli Stati Uniti. Una scelta comprensibile riguardo la sicurezza, meno neutrale, invece, sul piano politico.