Da venerdì 20 febbraio cambia una di quelle regole che per anni hanno creato frustrazione, carte bollate e un bel po’ di degrado sotto casa. Con l’entrata in vigore della legge 14/2026, il DDL n. 1431, si mette mano al vecchio impianto del decreto legislativo 209 del 2003 e si sblocca finalmente una situazione che sembrava senza via d’uscita: sarà possibile rottamare anche le auto sottoposte a fermo amministrativo.
Ora le auto inutilizzabili possono essere demolite
Fino a oggi il meccanismo era quasi paradossale. Se un’auto finiva sotto fermo per debiti non pagati, non poteva essere radiata dal Pubblico Registro Automobilistico e nemmeno demolita. Restava lì, sospesa in una specie di limbo burocratico. Non poteva circolare, ma continuava a esistere formalmente. E per il proprietario significava, in molti casi, continuare a pagare bollo e assicurazione su un mezzo inutilizzabile. Nel frattempo, nelle città aumentavano le vetture abbandonate, parcheggiate per mesi o anni negli stessi punti, con effetti evidenti sul decoro urbano e sull’ambiente.
Secondo le stime riportate da Federcarrozzieri, in Italia ci sarebbero circa 4 milioni di veicoli sottoposti a fermo amministrativo. Di questi, circa un milione sarebbero ormai carcasse o auto fuori uso, teoricamente destinate alla demolizione ma di fatto bloccate da un vincolo che impediva qualsiasi passo avanti. Un numero enorme, che aiuta a capire perché questa modifica normativa venga letta come una piccola rivoluzione.
La novità è semplice nella sostanza: proprietari, Comuni ed enti locali potranno chiedere la radiazione del veicolo, cioè la cancellazione dai pubblici registri, e procedere alla rottamazione vera e propria, con la distruzione fisica del mezzo. Si libera così uno spazio fisico nelle strade e uno spazio amministrativo nei registri.
C’è però un punto che va chiarito per evitare equivoci. Rottamare l’auto non significa cancellare il debito che ha generato il fermo amministrativo. Quello resta. Non si tratta di un condono mascherato, né di una scorciatoia per azzerare le pendenze. Inoltre, chi decide di demolire un’auto con fermo non potrà accedere agli eventuali incentivi pubblici legati alla rottamazione per l’acquisto di un nuovo veicolo. Niente bonus, niente sconti statali collegati alla consegna del vecchio mezzo.
Proprietari e Comuni possono finalmente radiare veicoli bloccati
Il beneficio è quindi soprattutto pratico e ambientale. I proprietari potranno finalmente liberarsi di un veicolo inutilizzabile senza restare intrappolati in obblighi assurdi, mentre i Comuni avranno uno strumento concreto per rimuovere auto abbandonate che spesso diventano simbolo di incuria e fonte di problemi di sicurezza.
Non è una misura che risolve tutto, ma interviene su una distorsione evidente del sistema. E per molte strade italiane potrebbe voler dire meno lamiere arrugginite ai bordi dei marciapiedi e un po’ più di ordine, senza che la questione dei debiti venga semplicemente spazzata sotto il tappeto.
