Di recente, alcuni test condotti dalla startup russa Neiry hanno attirato l’attenzione del settore tech, e non solo. L’azienda sostiene di aver sperimentato un sistema capace di guidare il volo dei piccioni attraverso impulsi cerebrali. Si parla di microelettrodi inseriti nel cervello del volatile mediante un telaio stereotassico, collegati a uno stimolatore miniaturizzato fissato sulla testa. Quegli impulsi elettrici, calibrati con precisione, influenzerebbero la direzione del volo. Intanto, sul dorso dell’animale, un piccolo zaino ospita GPS, controller e pannelli solari. Sul petto, una microcamera pronta a registrare immagini durante il tragitto. Un insieme di biologia ed elettronica che trasforma un uccello in qualcosa di ibrido, sospeso tra organismo vivente e dispositivo tecnologico.
Piccioni guidati da impulsi celebrali? Ecco i dettagli
È difficile restare indifferenti ad una notizia simile. Da una parte c’è l’ammirazione per il livello di miniaturizzazione raggiunto e per l’idea di applicare le interfacce cervello-computer in un contesto così insolito. Dall’altra emerge un disagio quasi immediato: fino a che punto è accettabile intervenire sul sistema nervoso di un animale per trasformarlo in strumento operativo? Le dichiarazioni dell’azienda parlano di sopravvivenza totale e di assenza di complicazioni, ma al momento mancano conferme indipendenti che possano rassicurare davvero.
E poi arriva la domanda più semplice: perché non usare droni tradizionali? La risposta proposta è pragmatica. Un piccione non necessita di batterie da sostituire, può coprire lunghe distanze, si adatta meglio a condizioni meteorologiche complesse e non incontra le stesse limitazioni normative dei velivoli senza pilota. Le possibili applicazioni citate includono monitoraggio di infrastrutture, ispezioni industriali, operazioni di ricerca e soccorso. Eppure, è inevitabile che il pensiero scivoli verso scenari meno neutri, dove sorveglianza e ambito militare diventano protagonisti. Con tali premesse, è evidente come la tecnologia stia puntando sempre più oltre. Si diffonde, però, una sensazione ambivalente riguardo un simile uso dei sistemi tech.
