Le truffe telefoniche cambiano maschera più rapidamente di quanto vorremmo. Negli ultimi giorni è esplosa una nuova variante — la classica chiamata che finge di venire dal CAF (o, a volte, dall’ASL o da una struttura ospedaliera) ma che, in realtà, è studiata per spillare soldi dal credito della tua SIM con artifizi banali e fastidiosi. Ricevi un SMS urgente: “comunicazioni importanti”, “documentazione incompleta”, “irregolarità nel modello ISEE”. C’è dentro la fretta, la paura, il panico: tutto quello che serve al truffatore.
Non cadere nella trappola del numero 89349071, quello è il caso che sta girando ora. Il messaggio invita a contattare il C.A.F. al suddetto numero, e aí si apre lo schema. Chi risponde si trova davanti a una prima voce registrata che poi lascia il posto a un finto operatore; l’obiettivo è tenerti in linea il più possibile. Dopo qualche minuto la chiamata cade, magari senza che tu te ne accorga, ma il costo del servizio — spesso un servizio a sovrapprezzo mascherato da assistenza — è già stato addebitato. In altre versioni è tutto più semplice: premi il tasto, ti viene chiesto di confermare dati personali o il PIN della SIM, e via, conto prosciugato o abbonamenti indesiderati attivati. Sembra banale, ma succede eccome: in casi recenti, persone hanno perso somme molto consistenti — a conferma che non è uno scherzo o solo un fastidio.
Come riconoscerla e perché non dovresti mai richiamare
La regola d’oro — ripetila mentalmente — è: se non sei sicuro, non chiamare. Un vero CAF non manda SMS minacciosi o vaghi senza identificarsi con canali ufficiali; non ti chiederà mai di fornire codici o PIN via telefono. Se vedi frasi come “con urgenza contattare” o un numero stranissimo, si tratta quasi sempre di una truffa. I segnali tipici: messaggi che parlano genericamente di “pratica sospesa” o “documentazione incompleta”, numeri non in rubrica o numerazioni abilitate a pagare servizi, voci registrate che trasferiscono la chiamata a un operatore improvvisato. Il meccanismo sfrutta la fretta e la confusione: sei distratto, richiami, perdi la cognizione del tempo e il credito sparisce. Non è fantascienza: è il vecchio trucco del “premio a pagamento” aggiornato con un lessico istituzionale per aumentare credibilità.
Cosa fare se ricevi il messaggio e come difendersi
Primo: non richiamare il numero indicato nel messaggio. Punto. Se sei preoccupato per questioni reali legate all’ISEE o ad altre pratiche, contatta il tuo CAF usando il sito ufficiale o il numero che hai già salvato. Non usare numeri trovati sull’SMS. Secondo: non fornire mai dati personali, codici OTP o PIN della SIM al telefono. Terzo: blocca il mittente e segnala l’SMS al tuo operatore; molte compagnie offrono il blocco dei numeri a pagamento o la possibilità di contestare addebiti anomali. Contatta il servizio clienti del tuo gestore e chiedi la verifica degli addebiti: a volte è possibile ottenere un rimborso o almeno una spiegazione.
Se sei già stato truffato, non restare fermo. Presenta una segnalazione alla Polizia Postale e sporgi denuncia: è la via migliore per aprire indagini e, se possibile, recuperare somme o bloccare ulteriori danni. Parallelamente, fai un reclamo formale al tuo operatore e chiedi la sospensione di servizi a pagamento indesiderati. Se possibile, cambia il PIN della SIM e considera di trasferire la SIM su una nuova se l’abuso è serio.
Altre contromisure pratiche: abilita il blocco di numerazioni non riconosciute, usa app antispam per SMS e chiamate, verifica le comunicazioni solo attraverso i canali ufficiali (sito web istituzionale, sportello, email certificata se prevista). Se ricevi un SMS che parla di “urgente” o “sospeso”, fermati due secondi: respira. La fretta è l’arma del truffatore.
