Il Super Bowl doveva essere la vetrina perfetta per mostrare il lato “utile” dell’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza domestica. Per Ring, invece, si è trasformato in un boomerang reputazionale. E ora arriva una conseguenza concreta: la fine della partnership con Flock Safety.
Lo spot che ha acceso l’allarme sorveglianza
Lo spot incriminato era dedicato alla funzione Search Party, una feature basata su AI capace di analizzare i video delle telecamere per individuare animali smarriti e aggregare segnalazioni nella zona. L’intento era chiaro: mostrare casi d’uso positivi e comunitari.
Il problema? Una parte del pubblico ha letto il messaggio in modo opposto. Più che “rete solidale”, molti hanno visto l’ombra di una sorveglianza sempre più capillare. Sui social sono esplose critiche sulla quantità di dati raccolti, sull’uso dell’intelligenza artificiale e sui possibili abusi. Alcuni utenti hanno disattivato la funzione, altri hanno spento o addirittura rimosso i dispositivi. In un contesto in cui privacy e sicurezza sono diventati temi sensibili, la narrativa è scivolata rapidamente verso il timore della “sorveglianza di massa”.
L’accordo con Flock: cosa prevedeva
La partnership con Flock Safety era stata annunciata nell’ottobre 2025. L’obiettivo era integrare i sistemi delle due aziende per permettere alle forze dell’ordine che utilizzano piattaforme come Nova o FlockOS di inviare richieste mirate di video tramite il sistema di Community Requests di Ring. In pratica, le autorità avrebbero potuto richiedere filmati relativi a un luogo e a un arco temporale specifici, indicando codice investigativo e dettagli del caso. Gli utenti avrebbero ricevuto la richiesta e, in modo anonimo e volontario, avrebbero potuto decidere se condividere i contenuti. Sulla carta, il sistema prevedeva paletti e condizioni per ridurre il rischio di abusi. Ma nel clima generato dallo spot del Super Bowl, l’integrazione è diventata un bersaglio facile.
La marcia indietro ufficiale
Ring ha comunicato la fine della collaborazione con una motivazione diplomatica: l’integrazione avrebbe richiesto “più tempo e risorse del previsto”. La decisione, viene precisato, è stata presa di comune accordo con Flock Safety. Un dettaglio che l’azienda ha voluto sottolineare con forza: l’integrazione non è mai stata lanciata. Nessun video dei clienti è stato condiviso con Flock. Dal punto di vista comunicativo, è una mossa di contenimento del danno. Meglio fermarsi prima che il tema diventi un caso politico o regolatorio più ampio.
