L’euro digitale compie un passo politico decisivo. Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza due emendamenti alla risoluzione sulla relazione annuale della Banca Centrale Europea, rafforzando la spinta verso una moneta digitale comune, inclusiva e utilizzabile sia online sia offline. Non è un dettaglio tecnico. È un segnale politico chiaro: il progetto non è più solo un’ipotesi di laboratorio, ma una priorità strategica.
I numeri del voto
Il sostegno è stato ampio. Il primo emendamento, che conferma l’impegno politico verso l’euro digitale, ha ottenuto 438 voti favorevoli, 158 contrari e 44 astensioni. Il secondo, sulla parità di accesso ai servizi di pagamento, ha raccolto 420 voti favorevoli, 158 contrari e 64 astensioni. Non era scontato. In passato, diverse proposte puntavano su una versione esclusivamente offline per tutelare la privacy in modo simile al contante. Oggi invece si sceglie un approccio più ampio: doppia modalità, con funzionalità sia connessa sia senza connessione internet.
Perché cambia tutto
Il contesto geopolitico pesa. La crisi internazionale e il raffreddamento dei rapporti con gli Stati Uniti hanno accelerato una riflessione già in corso: l’Europa vuole ridurre la dipendenza da circuiti extra-UE come Visa e Mastercard e rafforzare la propria sovranità monetaria.
La presidente della BCE, Christine Lagarde, lo ha ribadito con forza prima del voto, chiedendo agli eurodeputati di andare avanti con il progetto. L’obiettivo è duplice: maggiore resilienza del sistema dei pagamenti e maggiore integrazione tra i Paesi membri.
Come funzionerà l’euro digitale
Una volta completato l’iter legislativo, l’euro digitale sarà una valuta emessa direttamente dalla BCE. Non sostituirà il contante, ma lo affiancherà. Dovrà essere accettato in tutta l’Unione Europea, avere corso legale, essere gratuito per i cittadini e garantire un valore stabile: 1 euro digitale varrà esattamente 1 euro tradizionale. Non sarà una criptovaluta, non avrà volatilità di mercato e sarà garantito dalla banca centrale.
La doppia modalità è l’aspetto più interessante. Online funzionerà come uno strumento di pagamento digitale classico. Offline permetterà transazioni anche senza connessione internet, un punto chiave per garantire inclusività e continuità operativa in caso di blackout o problemi di rete. Gli importi saranno custoditi in un conto dedicato presso la propria banca o un intermediario pubblico. Si ipotizza un massimale di circa 3.000 euro digitali per utente, per evitare fughe massive dai depositi bancari tradizionali. Il pagamento potrà avvenire tramite carta, app dell’euro digitale o app bancaria. Per assicurare accesso universale, si valuta anche un servizio pubblico gestito, ad esempio, da Poste.
