Il successore spirituale di BioShock sembra ancora molto lontano. Judas, il nuovo progetto di Ken Levine e del suo studio Ghost Story Games, potrebbe non vedere la luce prima del marzo 2029, secondo quanto emerso dall’ultimo rapporto trimestrale di Take-Two Interactive. Se confermato, significherebbe che il gioco avrà trascorso circa undici anni in fase di sviluppo, un tempo che anche per gli standard dell’industria videoludica risulta fuori scala.
Il dato arriva direttamente dalla finestra di lancio aggiornata comunicata dal publisher. Take-Two ha indicato un periodo compreso tra il 27 aprile e il marzo 2029, lo stesso orizzonte temporale in cui è atteso anche Project ETHOS di 31st Union, altro titolo interno alla galassia del publisher. Questo vuol dire che, nella migliore delle ipotesi, chi aspetta Judas potrebbe dover pazientare ancora quasi tre anni.
Judas: uno sviluppo che parte da lontano
La gestazione di Judas affonda le radici almeno nel 2014, anno in cui Ken Levine presentò la sua filosofia di design battezzata “Narrative LEGOs” durante un intervento al GDC. L’idea alla base era quella di costruire strutture narrative modulari, capaci di adattarsi alle scelte del giocatore in modo più organico rispetto ai tradizionali alberi decisionali. Levine ne parlò ancora in seguito, facendo capire che il concetto era il cuore pulsante del progetto su cui stava lavorando con Ghost Story Games.
Da allora, però, le informazioni concrete su Judas sono arrivate col contagocce. Il gioco è stato mostrato ufficialmente soltanto in occasioni molto rare, e ogni volta la finestra di lancio è stata spostata più in là. L’ultimo aggiornamento non fa eccezione, prolungando ulteriormente un’attesa che per molti appassionati di BioShock è diventata quasi estenuante.
Il peso delle aspettative e i tempi dell’industria
Va detto che Ken Levine non è uno sviluppatore qualunque. Il suo nome è legato in modo indissolubile a BioShock e a System Shock 2, due titoli che hanno ridefinito il genere degli sparatutto in prima persona con una forte componente narrativa. Proprio per questo motivo, ogni ritardo su Judas finisce per generare un doppio effetto: da un lato alimenta la curiosità, dall’altro solleva interrogativi sulla reale portata del progetto e sulle difficoltà che Ghost Story Games sta affrontando.
Un ciclo di sviluppo che potenzialmente supera gli undici anni è qualcosa di raro anche per produzioni di altissimo profilo. E il fatto che Take-Two continui a inserire Judas nelle proprie previsioni finanziarie senza fornire dettagli più precisi lascia intendere che il publisher crede ancora nel progetto, pur senza sbilanciarsi su una data più definita.
Per ora, l’unica certezza è che Judas resta nel catalogo futuro di Take-Two, con quella finestra che si estende fino al marzo 2029. Ghost Story Games continua a lavorare sul titolo, e il mercato continua ad aspettare quello che dovrebbe essere il grande ritorno di Ken Levine sulla scena videoludica.