La startup statunitense Terradot, sostenuta da investitori di primo piano come Google e Microsoft, ha fatto un’annuncio importante. Si tratta dell’acquisizione della concorrente Eion, anch’essa attiva nel campo della rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera. L’operazione segna un passaggio importante in un settore in cui la dimensione aziendale e l’accesso ai capitali stanno diventando fattori decisivi per la sopravvivenza. Negli ultimi mesi, la pressione degli investitori internazionali ha reso sempre più difficile per le realtà più piccole competere con aziende sostenute da grandi gruppi tecnologici.
Alla base dell’accordo c’è una tecnologia condivisa. Parliamo dell’“enhanced rock weathering”, un processo che accelera un fenomeno naturale. In pratica, rocce finemente macinate vengono distribuite sui terreni agricoli. Qui reagiscono chimicamente con l’anidride carbonica presente nell’aria, contribuendo a ridurne la concentrazione. Il metodo è considerato promettente perché potrebbe offrire costi più contenuti rispetto ad altre soluzioni di cattura del carbonio. Richiede però un’enorme organizzazione logistica e una collaborazione costante con il settore agricolo.
Terradot punta a scala e capitali per crescere
Prima dell’acquisizione, le due aziende operavano con strategie e territori differenti. Terradot aveva concentrato gran parte delle proprie attività in Brasile, sfruttando il basalto come materiale principale per la cattura della CO₂. Eion, invece, lavorava soprattutto negli Stati Uniti e utilizzava l’olivina, un minerale con proprietà simili ma con caratteristiche operative diverse. L’integrazione delle due società consentirà di combinare dati, competenze tecniche e relazioni locali, con l’obiettivo di accelerare la diffusione di questa tecnologia.
Il mercato della rimozione del carbonio, però, resta in una fase delicata. I dati raccolti da piattaforme di settore mostrano un divario ancora importante tra i prezzi che le aziende vorrebbero applicare e quelli che i potenziali clienti sono disposti a pagare. In questo contesto, le realtà più grandi hanno un vantaggio evidente. Esse possono diluire i costi su progetti più ampi, negoziare accordi a lungo termine e attirare nuovi capitali. Insomma, con l’acquisizione di Eion, Terradot punta proprio a questo, consolidando la propria posizione in un settore destinato a crescere ma ancora lontano dalla maturità.
