Con l’ultimo aggiornamento distribuito sul Play Store, Telegram porta avanti il lavoro di rinnovamento grafico avviato nei mesi scorsi anche su Android. L’intervento riguarda soprattutto l’interfaccia, che continua ad avvicinarsi al linguaggio visivo del Liquid Glass introdotto da Apple con iOS 26, una scelta che sta facendo discutere per coerenza e identità visiva.
Una barra inferiore ridisegnata e più visibile
Con la versione 12.4.0, Telegram adotta in modo ancora più deciso alcuni elementi tipici del Liquid Glass. Il cambiamento più evidente riguarda la nuova barra inferiore a forma di pillola, che rimane sospesa sopra il resto dell’interfaccia e accompagna la navigazione tra le sezioni principali.
Le tab dedicate a Chat, Contatti, Impostazioni e Profilo restano sempre visibili anche durante lo scroll, rendendo l’accesso più immediato e continuo. In modalità chiara emergono inoltre superfici traslucide ed effetti vetrosi che puntano a dare un aspetto più moderno e dinamico all’app, richiamando da vicino l’estetica vista su iOS, pur senza replicarla in modo identico.
Cambia la navigazione e sparisce il menu laterale su Telegram
Un altro intervento rilevante riguarda la navigazione interna. Il tradizionale menu laterale “hamburger”, da sempre familiare agli utenti Android, viene rimosso. Al suo posto, alcune funzioni rapide come la creazione di nuovi gruppi o l’accesso a opzioni secondarie sono state spostate in un menu a tre puntini nella schermata delle chat.
La scelta semplifica la struttura dell’app e riduce i passaggi necessari per raggiungere alcune funzioni, ma allo stesso tempo modifica abitudini consolidate, soprattutto per chi utilizza Telegram su Android da anni. È un cambiamento che segna una nuova direzione nel design dell’applicazione.
Resta ora da capire come evolverà questa impostazione. Il team potrebbe continuare a rifinire l’interfaccia con aggiornamenti successivi oppure rivedere alcune scelte in base al feedback che in queste ore sta emergendo online, non sempre positivo tra l’utenza Android.




