TIM ha appena introdotto un nuovo strumento per provare a mettere un freno alle ondate di chiamate spam provenienti dall’estero: si chiama TIM Stop Spam ed è disponibile con l’aggiornamento dell’app MyTIM alla versione 7.2.6, rilasciata sul Play Store. Una volta aggiornata l’app, la funzione appare direttamente nella schermata iniziale: l’utente può scegliere da quali Paesi continuare a ricevere chiamate — semplice così. Per attivarla basta toccare “Attiva protezione”; l’app chiederà l’accesso alla rubrica (da autorizzare) e andrà impostata come app predefinita per l’identificazione delle chiamate e dello spam. Nota importante: i numeri esteri che avete salvato in rubrica non verranno bloccati. Inoltre TIM specifica che la feature è disponibile soltanto su dispositivi Android con versione 10 o superiore.
C’è un piccolo rituale tecnico da compiere: autorizzazioni, scelta dell’app predefinita e un’occhiata veloce a chi è nella vostra lista contatti — perché, se sbagliate impostazione o negate i permessi, l’algoritmo non può distinguere tra “contatto salvato” e “numero sospetto”. In pratica TIM aggiunge un filtro geografico: blocchi o lasci passare chiamate in base all’origine del prefisso internazionale, mantenendo però un’eccezione per i contatti memorizzati.
Perché questo strumento è nato (e perché non è una bacchetta magica)
Il motivo è semplice: i call center molesti si sono evoluti. Quando i filtri hanno iniziato a fermare il cosiddetto CLI spoofing — la pratica di mostrare numeri italiani falsificati — la risposta dei malintenzionati è stata trovata e prevedibile. Hanno cominciato a chiamare direttamente da numeri esteri, spesso con prefissi che i filtri tradizionali non intercettano automaticamente. Così, dalla prospettiva dell’utente, tutto torna come prima: squilli continui da numeri “strani” che sfuggono ai blocchi progettati per numerazioni nazionali.
E qui sta il nodo: la tecnologia del filtro è una cosa, il quadro normativo e le rotte internazionali delle chiamate un’altra. I numeri stranieri non sempre rientrano nelle regole che proteggono i clienti nazionali, e quindi molte chiamate moleste restano fuori dal raggio d’azione dei filtri automatici. TIM Stop Spam è un tentativo ragionato di aggirare questo limite, spostando la logica di blocco sul dispositivo dell’utente e lasciando a chi usa la rubrica la responsabilità di non perdere contatti utili. Semplice, efficace in molti casi, ma non infallibile.
Consigli pratici, limiti e cosa aspettarsi
Se decidete di attivare TIM Stop Spam, due raccomandazioni pratiche: aggiornate prima l’app, verificate i permessi e fate un rapido controllo dei contatti internazionali in rubrica per evitare falsi positivi. Consideratelo come un’arma in più nel vostro arsenale contro il disturbo telefonico, non come la soluzione definitiva. I limiti sono evidenti: call center che cambiano continuamente numerazione, provider esteri con politiche diverse, e la possibilità che alcuni servizi legittimi usino numerazioni straniere per chiamarvi (banche, corrieri internazionali, ecc.).
Se la protezione integrata non dovesse bastare, potete associare altri accorgimenti: impostare il non disturbare nelle ore critiche, usare app anti-spam aggiuntive con database aggiornati, o ricorrere a blocchi a livello di operatore quando disponibili. Infine, restate vigili: la battaglia contro le chiamate moleste è un continuo gioco del gatto e del topo. TIM ha mosso un passo sensato — una nuova schermata, qualche permesso in più — ma il risultato dipenderà anche dalla rapidità con cui i malintenzionati cambieranno tattica e da quanto gli utenti adotteranno l’opzione. Non è la vittoria finale, ma è un colpo percepibile: meno squilli, meno interruzioni, e — forse — qualche minuto in più senza dover rifiutare un numero ogni volta che il telefono vibra.
