Negli ultimi mesi, gli autovelox sono diventati il simbolo di uno scenario difficile da comprendere pienamente. Ricorsi, sentenze contrastanti, multe contestate e automobilisti sempre più confusi su cosa fosse davvero legittimo e cosa no. Ora, però, qualcosa sembra muoversi. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di accelerare sull’iter del decreto per l’omologazione degli autovelox. Ciò con l’obiettivo di riportare ordine in una situazione che, soprattutto dopo la primavera del 2024, era sfuggita di mano. Un passaggio chiave di tale percorso è stato il censimento nazionale dei dispositivi, chiuso da poco.
Nuovo censimento per gli autovelox: ecco i dettagli
Quest’ultimo ha restituito uno scenario piuttosto sorprendente. In Italia si stimano circa 11.000 autovelox presenti sul territorio. Eppure, solo 3.800 sono stati registrati sulla piattaforma telematica predisposta dal ministero. Il dato diventa ancora più significativo se si guarda alla conformità: appena 1.000 di tali dispositivi rientrano nei requisiti di omologazione previsti dal nuovo decreto. Dunque, meno del 10% degli autovelox oggi in funzione sarebbe pienamente conforme alle regole in via di definizione.
Nel frattempo l’iter del decreto va avanti. Il Ministero dei Trasporti ha già inviato il testo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la notifica a Bruxelles. Si tratta di un passaggio necessario nell’ambito della procedura TRIS. Ciò comporta la cosiddetta clausola di “stand still”, una sospensione di 90 giorni durante la quale il decreto non può entrare in vigore. Una pausa tecnica, più che uno stop, che serve a consentire le valutazioni a livello europeo. Allo stesso tempo, il provvedimento è stato trasmesso anche al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, chiamato a esprimere il proprio parere.
Secondo quanto spiegato dal ministero, il decreto nasce per mettere fine al caos generato dall’assenza di criteri chiari e uniformi. Un passaggio fondamentale per evitare che gli autovelox continuino a essere percepiti come strumenti punitivi più che di prevenzione. Se il decreto andrà in porto nei tempi previsti, il sistema degli autovelox potrebbe finalmente uscire dalla zona grigia in cui è rimasto a lungo.
