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Startorus Fusion usa l’AI per rendere la fusione più stabile

La startup cinese Startorus Fusion usa AI e tokamak compatti per stabilizzare il plasma e rendere la fusione nucleare più sicura.

scritto da Margherita Zichella 02/02/2026 0 commenti 1 Minuti lettura
La startup cinese Startorus Fusion usa AI e tokamak compatti per stabilizzare il plasma e rendere la fusione nucleare più sicura.
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116 Negli ultimi anni la fusione nucleare sta smettendo di essere un miraggio lontano e comincia a mostrare segnali concreti di progresso, grazie anche all’intelligenza artificiale che non serve più solo a fare calcoli più veloci, ma a rendere i sistemi più stabili e sicuri. In Cina, il settore privato è diventato terreno fertile per queste innovazioni, e Startorus Fusion è uno dei nomi più interessanti. Giovane, ambiziosa e già attiva, l’azienda non punta solo a costruire reattori, ma a ripensare completamente come controllare il plasma, quell’entità instabile e capricciosa che fino a oggi ha reso la fusione nucleare così difficile da domare.

Una startup cinese prova a domare il plasma

Dietro a Startorus ci sono Chen Rui e Tan Yi, entrambi usciti dalla Tsinghua University, uno degli incubatori più fertili per la ricerca avanzata in Cina. La loro visione si traduce in SUNIST-2, un tokamak sferico compatto pensato per sperimentare in sicurezza e con flessibilità. Rispetto ai grandi reattori tradizionali, il dispositivo più piccolo permette cicli di test rapidi e margini più ampi per l’adozione di sistemi intelligenti. In pratica, ogni esperimento diventa un laboratorio dinamico in cui l’AI può imparare a prevedere e correggere problemi quasi in tempo reale. Uno dei primi campi in cui l’intelligenza artificiale gioca un ruolo decisivo è la sicurezza operativa. Nei tokamak anche una variazione impercettibile della resistenza elettrica può scatenare surriscaldamenti o guasti costosi. I sistemi sviluppati da Startorus sono in grado di monitorare continuamente il plasma, individuare anomalie e segnalare problemi prima che diventino critici, trasformando l’operazione del reattore in qualcosa di più prevedibile e controllabile. Ma il vero cuore della sfida rimane il comportamento del plasma. Questo dipende da migliaia di variabili, tutte interconnesse e difficili da incasellare in regole fisse. Qui l’AI diventa una guida: modelli di reinforcement learning combinati con la fisica permettono di adattare le strategie di controllo istante per istante, regolando campo magnetico, temperatura e pressione in modo intelligente. L’obiettivo è mantenere il plasma stabile, efficiente e pronto a generare energia senza interruzioni.

La fusione passa dall’intelligenza artificiale

Un ulteriore avanzamento riguarda la ricostruzione dell’equilibrio del plasma, tradizionalmente costosa e lenta. Grazie a reti neurali informate dalla fisica, Startorus Fusion è riuscita a integrare simulazione e previsione, riducendo tempi e costi senza sacrificare precisione. Il risultato è un sistema che non solo osserva e reagisce, ma impara continuamente, aprendo la strada a centrali a fusione che possano funzionare con operatività massima e sicurezza, avvicinando un futuro energetico fino a poco tempo fa considerato impossibile.

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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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