Nei corridoi del settore era considerata ormai certa l’approvazione, eppure, l’importazione del chip H200 in Cina è ancora ferma. A raffreddare gli entusiasmi è stato lo stesso Jensen Huang, CEO di NVIDIA, che ha chiarito come Pechino non ha ancora preso una decisione definitiva sulla questione. Come riportato anche da Bloomberg. Huang ha spiegato che la scelta è interamente nelle mani del governo cinese e che, da parte sua, NVIDIA può solo aspettare. Un’attesa che inizia a pesare, soprattutto perché l’assenza di un’approvazione ufficiale ha già avuto un effetto molto concreto. Al momento, infatti, non risultano nuovi ordini per gli H200. Nessuna azienda vuole esporsi senza una certezza normativa, soprattutto quando si parla di componenti così strategici. Con tali premesse, ci si chiede perché si è diffusa l’idea che tutto stesse procedendo per il verso giusto. La risposta sembra stare in una serie di segnali ambigui arrivati proprio da funzionari cinesi. I quali avrebbero invitato grandi player come Alibaba a “prepararsi” a effettuare ordini, lasciando intendere che una decisione positiva fosse vicina. Un messaggio che molti hanno interpretato come una tacita conferma.
NVIDIA: continua l’incertezza sui chip H200
Secondo alcune ricostruzioni, infatti, Pechino avrebbe successivamente chiesto ai funzionari delle aziende coinvolte di bloccare qualsiasi importazione. Creando, in tal modo, un quadro confuso e contraddittorio. In tale contesto, le parole di Huang assumono un peso ancora maggiore: per quanto vaghe, rappresentano il primo aggiornamento ufficiale dopo settimane di silenzio. Ed è difficile non leggere in tale temporeggiare una strategia precisa, magari volta a valutare alternative interne o a guadagnare margine negoziale. Per NVIDIA la posta in gioco è alta. L’azienda non è certo in difficoltà economica, ma l’ingresso dei chip H200 nel mercato cinese rafforzerebbe ulteriormente la sua posizione dominante nel settore dell’AI e del calcolo avanzato. Inoltre, una partnership di tale livello con un Paese come la Cina significherebbe non solo profitti enormi, ma anche un vantaggio strategico difficile da eguagliare. Proprio per tale motivo, ogni giorno di attesa pesa un po’ di più.
