Dai dati diffusi dalle amministrazioni locali emerge che nel 2025 gli incassi legati alle sanzioni del Codice della strada hanno toccato quota 1,9 miliardi di euro, con una lieve flessione rispetto al 2024. L’andamento degli ultimi cinque anni viene descritto come una crescita quasi costante, culminata in un totale superiore agli 8 miliardi di euro versati dai cittadini. In media, il peso economico viene stimato in oltre cento euro pro capite. Il fenomeno viene letto come il risultato di un sistema di controlli diffuso e di una rete di verbali che coinvolge famiglie e pendolari. Secondo le analisi delle associazioni dei consumatori, il dato conserva una forte valenza simbolica perché mostra quanto le multe siano diventate una voce importante dei bilanci locali.
Dove più sanzioni?
La distribuzione territoriale degli introiti rivela ancora una volta profonde differenze. La Lombardia guida la classifica con oltre 450 milioni di euro, seguita da Toscana ed Emilia-Romagna. In fondo alla graduatoria si colloca la Valle d’Aosta con cifre decisamente più contenute. Tra le grandi città, Milano si conferma al vertice, superando Roma e Firenze. Nei centri più piccoli, sotto i 5 mila abitanti, gli importi risultano più bassi in valore assoluto, ma nel complesso il contributo dei Comuni medio-piccoli rimane rilevante. L’interpretazione fornita dagli osservatori sottolinea come il volume del traffico, la presenza di infrastrutture complesse e la densità abitativa influenzino direttamente la quantità di sanzioni emesse.
Il confronto con il 2024 evidenzia un calo generalizzato, particolarmente marcato in regioni come Calabria e Lazio. Molise, Sardegna e Abruzzo mostrano invece aumenti significativi. A livello urbano, Bari e Palermo registrano riduzioni consistenti, mentre Firenze appare in controtendenza. Gli esperti collegano questo rallentamento soprattutto alle limitazioni sull’uso degli autovelox e alle decisioni della Cassazione. Entrambi hanno dichiarato infatti nulle molte multe emesse da dispositivi non omologati. Ciò che ne deriva descrive un sistema in fase di assestamento, nel quale i controlli vengono ridotti o sospesi in attesa di regole più chiare. .
