La partita per il controllo di Warner Bros. Discovery si fa sempre più tesa. Skydance Media, oggi parte del gruppo Paramount, ha deciso di estendere di un mese la scadenza della propria offerta ostile, spostandola al 20 febbraio 2026. Una mossa strategica che punta a tenere aperto il confronto con il mercato mentre il destino del colosso dell’intrattenimento resta tutt’altro che scritto. L’offerta, pari a circa 108 miliardi di dollari interamente in contanti, resta sul tavolo nonostante Warner abbia già siglato un accordo vincolante con Netflix. Proprio questa sovrapposizione di proposte ha trasformato l’operazione in una delle battaglie finanziarie più complesse degli ultimi anni nel settore media.
Un’estensione che non è solo formale
La proroga non è un semplice rinvio tecnico. Skydance, guidata da David Ellison, ha spiegato di voler concedere agli azionisti più tempo per valutare una proposta che, a suo dire, sarebbe economicamente più solida e meno rischiosa sul piano regolatorio rispetto a quella concorrente.
Il punto centrale è proprio questo: Skydance insiste sul fatto che la propria offerta avrebbe maggiori possibilità di superare i controlli antitrust statunitensi. L’argomentazione ufficiale è che un’ulteriore espansione di Netflix potrebbe rafforzare una posizione già dominante nello streaming globale, rendendo l’approvazione più complessa.
Il confronto con l’accordo Netflix
A dicembre 2025 Warner ha scelto Netflix, accettando un’offerta da circa 82 miliardi di dollari, strutturata inizialmente come mix di contanti e azioni. Netflix ha poi rilanciato passando a una proposta solo cash, eliminando l’incertezza legata all’andamento del titolo e rendendo l’operazione più lineare dal punto di vista finanziario. Va però ricordato che Netflix è interessata principalmente agli asset cinema e streaming, mentre la divisione televisiva di Warner resterebbe fuori dall’accordo e potrebbe essere ceduta separatamente. Skydance, al contrario, punta all’acquisizione dell’intero gruppo, TV inclusa.
Negli ultimi mesi Skydance ha alzato progressivamente il livello dello scontro: miglioramento delle condizioni economiche, contestazioni formali al consiglio di amministrazione di Warner e azioni legali mirate a rimettere in discussione il processo decisionale. Un approccio apertamente ostile, che punta a far leva sugli investitori più sensibili al valore immediato dell’offerta. Tuttavia, svincolarsi dall’accordo con Netflix non sarebbe indolore. Warner dovrebbe affrontare una penale stimata intorno ai 5 miliardi di dollari, un elemento che pesa in modo significativo sulla valutazione complessiva delle alternative.
