La fine del 2025 non è stata particolarmente positiva per Samsung. L’azienda ha dovuto gestire una potenziale crisi che ricorda molto da vicino quella del 2016. Infatti, lo scorso novembre un Galaxy S25+ che ha preso fuoco durante la fase di ricarica. Questo episodio, seppur isolato, ha immediatamente riportato alla mente la vicenda dei Galaxy Note 7 richiamati d’urgenza per problemi alla batteria.
Secondo le ricostruzioni disponibili, il Galaxy S25+ aveva appena due mesi di vita ed è esploso senza alcun tipo di avvisaglia. Il proprietario afferma di aver lasciato lo smartphone in carica durante la notte utilizzando il caricabatterie e il cavo ufficiale di Samsung.
Oltre allo spavento per i presenti, l’esplosione ha causato alcuni danni all’abitazione. A distanza di alcune settimane, Samsung ha completato le indagini e ha ammesso le proprie responsabilità, offrendo un risarcimento allo sfortunato utente.
Un Galaxy S25+ è esploso durante la ricarica, richiamando alla mente il caso del Galaxy Note 7. Scopri di più.
La perizia di Samsung ha fatto emergere che il dispositivo ha subito un fenomeno noto come thermal runaway. Le celle agli ioni di litio della batteria hanno fatto registrare un aumento di calore incontrollato, provocando fiammate.
Il Galaxy S25+ avvolto dalle fiamme ha incendiato tutto ciò che era nelle vicinanze causando anche la dispersione di fumi nocivi. Il tutto è avvenuto nel cuore della notte e, per questo motivo, la famiglia presente all’interno dell’abitazione stava dormendo, inalando parte dei fumi prima di scappare e richiedere l’intervento dei vigili del fuoco e dei medici.
Accertata la responsabilità di Samsung per il dispositivo difettoso, l’azienda ha offerto un risarcimento alla famiglia. Oltre al rimborso del costo per il Galaxy S25+, il marchio coreano si è assunto le spese di pulizia e ripristino dell’appartamento oltre alle spese mediche legate all’incidente. Inoltre, Samsung avrebbe offerto un indennizzo di 500 dollari a persona per il dolore e la sofferenza causata dall’evento.
