OpenAI sta modificando il funzionamento della chat temporanea di ChatGPT, una modalità spesso poco conosciuta ma pensata per offrire conversazioni più riservate. Si tratta della chat accessibile tramite l’icona a forma di nuvoletta con contorni tratteggiati, presente sia su web sia su mobile, che funziona come una sorta di modalità incognito.
Usando questa modalità gli utenti potranno dare vita a conversazioni che non si salveranno all’interno della cronologia. Si tratterà di chat che non contribuiranno in alcun modo ad addestrare i modelli e che non useranno la memoria proveniente dalle conversazioni avute in precedenza. Per un mese i dati verranno immagazzinati sui server di OpenAI, per essere poi eliminati.
La novità sulla personalizzazione
Il cambiamento attualmente in fase di test introduce una novità rilevante: la possibilità di mantenere la personalizzazione anche all’interno delle chat temporanee. In passato queste conversazioni erano completamente isolate, senza alcun collegamento con il profilo o con le preferenze apprese nel tempo. Con l’aggiornamento, la logica cambia.
Le chat temporanee diventano “aperte in ingresso ma chiuse in uscita”. Questo significa che, se la memoria è attiva, le risposte possono essere influenzate dalle informazioni già conosciute, come preferenze o contesto generale. Al tempo stesso, ciò che viene scritto nella chat temporanea continua a non lasciare traccia e non influisce sui dialoghi futuri. Il passato condiziona la conversazione, ma il presente non modifica la memoria.
Un parallelo con la navigazione in incognito
Il meccanismo ricorda da vicino quello della modalità incognito di Google Chrome. Anche in quel caso l’accesso a preferiti e impostazioni resta disponibile, mentre la navigazione effettuata non viene salvata. OpenAI sembra aver adottato una filosofia simile, bilanciando privacy e continuità dell’esperienza.
Questo aggiornamento si inserisce in una fase in cui OpenAI sta lavorando anche su strumenti di valutazione dell’età. Di recente è stato introdotto un sistema che stima se l’interlocutore sia maggiorenne, basandosi sulla struttura e sugli input della conversazione, con l’obiettivo di modulare le risposte in modo più appropriato.
