Negli ultimi anni la fusione nucleare è tornata a farsi strada nel dibattito sull’energia, ma quasi sempre con un’aura di distanza. Qualcosa di affascinante, potentissimo, eppure ancora confinato a un futuro indefinito. Proprio per questo la notizia che arriva dagli Stati Uniti merita attenzione. Type One Energy, startup impegnata nello sviluppo della fusione, ha chiuso un nuovo round di finanziamento da 87 milioni di dollari. Attirando investitori di primo piano e anche il sostegno di Bill Gates. Un’operazione che porta il totale dei capitali raccolti oltre i 160 milioni di dollari e che suggerisce come, almeno per alcuni attori del settore, il momento di fare sul serio sia arrivato. È qui che entra in gioco Project Infinity, il centro del programma dell’azienda. Non un semplice esperimento teorico, ma un percorso strutturato che punta a dimostrare che una fusione stabile, controllabile e soprattutto utile è possibile.
Nuovo progetto per lo sviluppo della fusione nucleare
Il primo tassello concreto di tale strategia si chiama Infinity One. Non sarà una vera centrale elettrica, ma uno stellarator sperimentale che verrà costruito in Tennessee, in un luogo dal forte valore simbolico. Il sito di una vecchia centrale a combustibili fossili. Una sorta di passaggio di testimone tra il passato energetico e quello che, almeno nelle intenzioni, potrebbe diventare il futuro. La scelta dello stellarator non è casuale. A differenza di altre soluzioni per la fusione, tale configurazione offre una stabilità intrinseca maggiore. Il plasma viene confinato tramite magneti esterni, riducendo il rischio di instabilità improvvise. È un approccio complesso dal punto di vista ingegneristico, ma proprio per questo considerato da molti uno dei più promettenti per arrivare a un bilancio energetico positivo. E senza quello, inutile girarci intorno, la fusione resta solo un esercizio scientifico.
Infinity One viene già descritto come lo stellarator più avanzato mai progettato. Il suo ruolo sarà quello di banco di prova. L’obiettivo è spingersi il più possibile verso condizioni realistiche, senza le scorciatoie tipiche degli esperimenti accademici.
C’è poi un altro elemento interessante: il modo in cui l’impianto verrà costruito. Type One Energy punta su un approccio modulare, con l’idea di ridurre tempi e costi rispetto ai grandi progetti monolitici del passato. L’azienda sta già lavorando a un ulteriore round di investimenti che potrebbe portare la sua valutazione intorno agli 830 milioni di euro. Numeri importanti che evidenziano come la fusione nucleare punta a smettere di essere solo una promessa lontana.
