Il 2025 si è chiuso con un risultato simbolicamente molto forte per Renault: il marchio francese è diventato il secondo produttore automobilistico in Europa, superato soltanto da Volkswagen. Un traguardo che non arriva per caso e che racconta una fase di trasformazione profonda, non priva di scosse interne, ma sostenuta da numeri solidi.
Nel corso dell’anno il Gruppo Renault ha consegnato oltre 2,3 milioni di veicoli a livello globale, registrando una crescita superiore al 3%. In Europa, il dato più rilevante riguarda il marchio Renault in senso stretto, che ha superato quota un milione di veicoli venduti tra autovetture e veicoli commerciali, conquistando il secondo posto assoluto nel continente.
Un risultato europeo costruito controcorrente
Il dato europeo assume un peso ancora maggiore se letto nel contesto generale del mercato. Le vendite di autovetture del Gruppo Renault in Europa sono cresciute più del doppio rispetto alla media del settore, segno di una gamma che ha intercettato in modo efficace la domanda. Particolarmente significativo è il peso dei veicoli elettrificati, che ormai rappresentano circa il 60% delle vendite europee del marchio. Un mix che testimonia come la transizione non sia più solo una promessa strategica, ma una realtà commerciale.
Elettrico e ibrido come pilastri della crescita
Nel dettaglio, Renault ha beneficiato di una forte accelerazione sia sul fronte ibrido sia su quello full electric. Le vendite di veicoli ibridi hanno registrato una crescita a doppia cifra, mentre le elettriche hanno segnato un balzo ancora più netto, trainate soprattutto dal successo della Renault 5, diventata rapidamente uno dei modelli simbolo della nuova fase del marchio. Anche Dacia ha contribuito in modo rilevante, con un’espansione molto marcata nel segmento ibrido, a dimostrazione di come l’elettrificazione stia penetrando anche nelle fasce più sensibili al prezzo.
Un anno complesso sul piano manageriale
Il risultato commerciale arriva al termine di un anno tutt’altro che lineare. Il 2025 è stato segnato da un cambio di vertice che ha avuto un impatto anche sulla strategia industriale. L’uscita di Luca de Meo e l’arrivo di François Provost hanno portato a una revisione di alcune iniziative, inclusa la razionalizzazione di progetti considerati non più sostenibili nel medio periodo. Scelte che, se lette a posteriori, sembrano aver contribuito a rafforzare il focus del Gruppo sulle aree a maggiore ritorno industriale e commerciale.
Se l’Europa resta centrale, la crescita globale del marchio Renault è stata sostenuta anche da mercati in forte espansione come America Latina, Corea del Sud e Nord Africa. Una diversificazione geografica che continua a rappresentare un fattore di stabilità in una fase di transizione complessa per l’intero settore automotive.
