Lo scontro tra Elon Musk e OpenAI entra in una nuova fase, più dura e soprattutto più costosa. Nei documenti più recenti depositati in tribunale, il fondatore di Tesla e SpaceX ha quantificato la propria richiesta di risarcimento in una cifra compresa tra 79 e 134 miliardi di dollari, sostenendo che OpenAI avrebbe generato profitti in modo scorretto, tradendo gli accordi e lo spirito originario del progetto. Una battaglia legale che non nasce oggi, ma che negli ultimi mesi ha assunto dimensioni sempre più rilevanti, trasformandosi in uno dei contenziosi più delicati e simbolici dell’intero settore dell’intelligenza artificiale.
Il nodo centrale: il ruolo di Musk agli inizi di OpenAI
Al centro della causa c’è la ricostruzione del contributo di Musk nella fase embrionale di OpenAI. Secondo la sua versione, il suo coinvolgimento non si sarebbe limitato a un sostegno economico, pur significativo, stimato in circa 38 milioni di dollari. Nei documenti presentati in tribunale si parla infatti di un ruolo attivo e strategico: Musk avrebbe fornito consulenze decisive, messo a disposizione contatti chiave e contribuito direttamente al reclutamento di figure fondamentali per lo sviluppo tecnologico dell’organizzazione. Elementi che, a suo dire, avrebbero avuto un peso determinante nella rapida crescita di OpenAI.
Dalla no-profit a colosso valutato centinaia di miliardi
Il punto di frattura riguarda la trasformazione di OpenAI. Musk sostiene che l’azienda si sia progressivamente allontanata dalla missione originaria no-profit, evolvendosi in una struttura fortemente orientata al profitto e al controllo del mercato.
Oggi OpenAI viene valutata intorno ai 500 miliardi di dollari, una cifra che rappresenta il cuore dello scontro. Secondo le stime presentate in tribunale dall’economista finanziario C. Paul Wazzan, chiamato come esperto, i profitti considerati “indebiti” per OpenAI oscillerebbero tra 65,5 e 109,4 miliardi di dollari. È su questa base che Musk ha costruito la richiesta di risarcimento multimiliardaria.
Nel mirino finisce anche Microsoft
La causa non coinvolge più soltanto OpenAI. Nel corso del procedimento è stata infatti chiamata in causa anche Microsoft, partner industriale e finanziario centrale nello sviluppo e nella diffusione delle tecnologie di OpenAI. Secondo la ricostruzione presentata, anche Microsoft avrebbe beneficiato in modo significativo di questa trasformazione, con un vantaggio economico stimato tra 13,3 e 25 miliardi di dollari. Un elemento che ha contribuito ad ampliare il perimetro del contenzioso e ad alzare ulteriormente la posta in gioco.
La disputa è formalmente in corso dal marzo 2024, ma rappresenta solo uno dei fronti aperti da Musk contro OpenAI. Nel frattempo, l’imprenditore ha fondato xAI, posizionandosi come concorrente diretto nel mercato dell’intelligenza artificiale avanzata.
