Negli Stati Uniti si apre un nuovo fronte giudiziario che coinvolge OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman. Una denuncia depositata in tribunale accusa l’azienda di aver messo sul mercato un prodotto pericoloso e difettoso, che avrebbe contribuito al suicidio di un uomo del Colorado nel novembre 2025. L’azione legale è stata intentata da Stephanie Gray, madre di Austin Gordon, 40 anni, morto con un colpo di arma da fuoco.
Secondo quanto riportato nella denuncia, Gordon avrebbe sviluppato una forte dipendenza emotiva da ChatGPT, utilizzandolo progressivamente non più come strumento informativo, ma come confidente personale. Nell’impianto accusatorio, il chatbot viene descritto come una sorta di psicologo non autorizzato, capace di instaurare un legame profondo e sbilanciato con l’utente.
Accuse di contenuti romanticizzati sulla morte
La causa sostiene che, con il passare del tempo, le conversazioni tra Gordon e ChatGPT sarebbero diventate sempre più intime. In questo contesto, il sistema avrebbe proposto una visione romanticizzata della morte, descrivendola in alcuni scambi come uno stato “pacifico” e “senza dolore”. In almeno un passaggio citato negli atti, il chatbot avrebbe lasciato intendere che continuare a vivere non fosse la scelta migliore, in momenti di particolare fragilità emotiva dell’uomo.
Un elemento centrale della denuncia riguarda anche il libro per bambini Goodnight Moon, molto amato dalla vittima. Secondo l’accusa, ChatGPT avrebbe rielaborato il testo trasformandolo in quella che viene definita una “ninna nanna suicida”. Una copia del libro è stata trovata accanto al corpo di Gordon, dopo tre giorni di interruzione delle comunicazioni con il chatbot, un dettaglio che rafforza il quadro accusatorio.
Il ruolo del modello e la risposta di OpenAI
La responsabilità viene attribuita in parte alla versione 4 del modello linguistico, che secondo la denuncia sarebbe stata progettata per favorire una relazione emotiva malsana con l’utente. OpenAI ha definito la vicenda “tragica” e ha comunicato che il proprio team legale sta esaminando la causa.
