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Amazon: il rame per i data center arriva dai batteri

Amazon ha deciso che una parte del rame destinato ai propri data center e strutture arriverà da una particolare miniera che lavora grazie ai batteri

scritto da Eduardo Bleve 20/01/2026 0 commenti 1 Minuti lettura
rame
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Quando parliamo di grandi aziende e di grandi infrastrutture IT quello che però non tutti immaginano e che dietro questi servizi digitali di grandi dimensioni ci sono le materie prime, nello specifico parliamo di quantità davvero importanti di materiali che ovviamente danno vita alle strutture, tra questi ce ne sono alcuni di davvero fondamentali come il rame, fondamentale praticamente per tutto dai cavi ai chip e tutti i sistemi elettronici che muove.

All’interno di questa situazione Amazon ha preso una decisione che sembra decisamente curiosa, quest’ultima infatti ha deciso che una parte del rame destinato alle proprie infrastrutture arriverà da una particolare miniera che lavora grazie ai batteri.

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Caratteristica peculiare

La notizia ci arriva direttamente dal Wall Street Journal e riguardo un particolare sito minerario presente in Arizona il quale è tornato operativo dopo tantissimi anni di totale inattività, la riapertura non è legata alla scoperta di un nuovo giacimento bensì a una nuova tecnologia decisamente diversa dal solito sviluppata da Nuton Technologies, tale tecnologia sfrutta un particolare processo definito bioleaching, il quale sostanzialmente si basa su alcuni microrganismi normalmente presenti in natura che si occupano di separare il rame dalle rocce a bassa concentrazione, le quali in precedenza venivano considerate poco redditizie, cosa che spiega il perché il sito venne chiuso.

Questo accordo si basa su un mutuo vantaggio, ciò spiega perché il cliente è proprio Amazon web services, l’azienda infatti si occuperà di acquistare il metallo fornito da Nuton, la quale riceverà però in dotazione tutta l’infrastruttura cloud e gli strumenti di analisi proprio per migliorare il processo, un aiuto reciproco per ottenere dei risultati.

Questa particolare tipologia di estrazione offre dei vantaggi decisamente evidenti, richiede meno acqua rispetto ai metodi tradizionali, comporta emissioni decisamente più contenute e permette di recuperare il rame da minare già esistenti, evitando dunque i lunghi tempi necessari per lo sviluppo di nuove miniere insieme a tutti i rischi correlati.

amazonbatterirame
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Eduardo Bleve
Eduardo Bleve

Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.

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