Nell’ormai lontano 2019 Google avviò un cambiamento molto importante per quanto riguarda la propria società e nello specifico la produzione dei propri smartphone appartenenti alla famiglia Pixel, l’azienda infatti iniziò un lento ma progressivo spostamento delle linee produttive dalla Cina al Vietnam, cambiamento che negli anni successivi ha visto anche l’introduzione di un bivio verso l’India ma comunque una continua e crescente diminuzione della produzione presente all’interno della nazione cinese.
Secondo recenti indiscrezioni questo cambiamento, nonché questo addio alla Cina nel corso dei prossimi mesi potrebbe diventare completo e totale, dal momento che Google si sta attivando per completare lo spostamento delle sue linee produttive in vista del lancio di Pixel 11, quest’ultimo infatti non dovrebbe essere prodotto per nessuna delle sue componenti in Cina.
Cambio deciso e definitivo
Nello specifico, questo addio delle linee produttive non sarà parziale o solo di alcuni elementi ma definitivo in tutte le sue parti, in parole povere non verrà spostata solo la produzione degli smartphone veri e propri, bensì ogni elemento che concorre al loro sviluppo, test e poi produzione in grandi masse verrà completamente spostato in favore di India e Vietnam.
Nello specifico Google si occuperà di questi elementi di sviluppo dei propri smartphone all’infuori della nazione cinese e tutto ciò riguarderà sia i rapporti con i fornitori sia lo sviluppo di linee produttive in termini di sicurezza e capacità produttive, in parole povere tutto ciò che rappresenta lo sviluppo e la produzione di uno smartphone verrà spostato in Vietnam e in India.
Dietro questa decisione, ovviamente non c’è un’antipatia verso la Cina, bensì un contesto geopolitico molto incerto da un punto di vista economico dal momento che i dazi sempre più aggressivi rendono questi cambiamenti indispensabili per evitare di sovraccaricare il prezzo di vendita finale per l’utente, di conseguenza tutte le aziende spostano le proprie supply chain verso nazioni con regimi fiscali e dazi decisamente più convenienti, una dinamica che non ci deve sorprendere e che anzi probabilmente diventerà molto diffusa nel corso dei prossimi anni.
