Il nuovo proprietario di GOG.com non fa nulla per nasconderlo: Windows non è più il suo sistema operativo preferito. E detta così, detta da chi ha fondato CD Projekt Red e ha contribuito a costruire uno dei più importanti ecosistemi del gaming su PC, fa decisamente rumore.
Da The Witcher a GOG passando per Linux
Il protagonista di questa storia è Marcin Iwiński, co-fondatore di CD Projekt e figura chiave dietro al successo di The Witcher e Cyberpunk 2077. Dopo aver rilevato il controllo di GOG, la piattaforma di distribuzione digitale nota per il suo approccio DRM-free, ha ribadito apertamente la sua posizione: oggi utilizza Linux come sistema principale e considera Windows sempre meno adatto a chi vuole davvero “possedere” il proprio computer.
Secondo Iwiński, Microsoft sta spingendo Windows verso un modello sempre più chiuso, ricco di servizi obbligatori, account online, pubblicità integrate e funzioni basate sull’AI che l’utente non può davvero controllare. Una direzione che, a suo avviso, snatura lo spirito del PC in quanto piattaforma libera.
Una scelta che è anche politica
Il rifiuto di Windows non è solo una questione tecnica. È una presa di posizione culturale:
- Linux rappresenta libertà, trasparenza e controllo
- GOG rappresenta giochi senza DRM, patch offline, installatori completi
Due mondi che, nelle parole di Iwiński, “parlano la stessa lingua”.
Non è un caso che sotto la sua guida GOG stia rafforzando il supporto ufficiale a Linux, lavorando su launcher più leggeri, installatori nativi e partnership con progetti open source per migliorare l’esperienza di gioco fuori dall’ecosistema Microsoft.
Windows sempre più “servizio” con PC sempre meno personali
Il bersaglio principale delle critiche è la trasformazione di Windows in una piattaforma diversa da quella che era un tempo. Telemetria obbligatoria, funzioni cloud invasive, pubblicità nel menu Start, integrazione forzata di Copilot e un legame sempre più stretto con l’account Microsoft.
Per chi come Iwiński ha costruito un impero sul concetto di proprietà digitale reale, tutto questo è inaccettabile:
“Se devo chiedere il permesso al sistema operativo per usare il mio computer, allora non è più il mio computer.”
Cosa significa per il futuro di GOG?
GOG punta a diventare la casa del PC gaming indipendentemente dal sistema operativo, con un focus sempre più forte su Linux e su un’idea di computing aperta, offline-friendly e senza vincoli. Non è una crociata contro Microsoft in sé, ma contro un modello che sta rendendo il PC sempre più simile a uno smartphone: chiuso, controllato, tracciato.
E per una volta, a dirlo non è un attivista open source qualunque, ma uno degli imprenditori che hanno reso grande il gaming su PC.
