L’idea di Google è ambiziosa e, allo stesso tempo, perfettamente coerente con la direzione intrapresa negli ultimi anni. L’azienda intende infatti trasformare Gemini nel punto di contatto tra utenti, prodotti e brand. Con l’introduzione dell’AI Mode applicata allo shopping, l’intelligenza artificiale non si limita più a suggerire risultati o confrontare prezzi, ma diventa una presenza attiva nel percorso decisionale. L’obiettivo è ridurre attriti e dispersioni, intercettando chi ha già manifestato un’intenzione di acquisto e accompagnandolo passo dopo passo fino alla conclusione dell’ordine.
In questo contesto, Gemini agisce come un personal shopper digitale, capace di comprendere esigenze, preferenze e contesto, proponendo alternative mirate e soluzioni coerenti. Non serve installare app né registrarsi a nuovi servizi. L’esperienza è integrata direttamente nell’ecosistema Google e pensata per essere invisibile, ma costante. L’utente dialoga, esplora e valuta, mentre l’AI costruisce un percorso fluido che unisce scoperta, confronto e pagamento.
Gemini, Universal Commerce Protocol e Business Agent
Alla base di questa trasformazione c’è l’Universal Commerce Protocol, uno standard aperto che Google ha sviluppato insieme a grandi nomi dell’e-commerce, dei pagamenti e della distribuzione. Attraverso questo protocollo, Gemini può dialogare in modo diretto con le piattaforme dei brand, mantenendo però una distinzione chiara dei ruoli. Il commerciante resta proprietario del rapporto con il cliente e dei relativi dati, mentre Google fornisce l’infrastruttura intelligente che rende il processo più rapido e affidabile.
La possibilità di arrivare al check-out tramite Google Pay, senza passaggi intermedi, è uno degli elementi chiave di questa visione. Accanto a UCP prende forma anche Business Agent, uno strumento pensato per dare voce ai marchi all’interno dell’esperienza conversazionale. Qui Gemini diventa il tramite di un dialogo personalizzato, in cui il brand può offrire consigli, suggerire prodotti e ricreare online una relazione simile a quella del negozio fisico. Non si tratta solo di vendere, ma di costruire fiducia, adattando tono e contenuti al contesto.
Per Google, questa doppia strategia rappresenta anche un primo passo concreto verso la monetizzazione dell’AI in ambito B2B, aprendo nuove opportunità pubblicitarie e di intermediazione. I prossimi mesi serviranno così a capire come utenti e aziende reagiranno a questo modello, ma il cambiamento ormai è chiaro. Con Gemini, lo shopping online entra in una fase in cui l’intelligenza artificiale non osserva soltanto, ma guida attivamente il mercato.
