La corsa ai processi produttivi più avanzati entra in una nuova fase di tensione. TSMC avrebbe deciso di aumentare in modo significativo i prezzi dei cosiddetti wafer realizzati con tecnologia a 2 nanometri. Un aspetto cruciale per la prossima generazione di chip destinati a smartphone, PC e sistemi per l’intelligenza artificiale.
Secondo le indiscrezioni, la capacità produttiva del nodo a 2 nm risulta già fortemente in subbuglio per i prossimi anni. Non c’è da stupirsi se pensiamo alla domanda crescente legata all’AI e ai dispositivi ad alte prestazioni. L’aumento dei prezzi appare come una mossa quasi inevitabile per TSMC. L’azienda continua a investire miliardi di dollari nello sviluppo dei suoi prodotti più avanzati.
Il problema è che i costi stanno diventando sempre più difficili da gestire. Si parla di cifre che potrebbero superare i 30.000 dollari per singolo pezzo (per ogni wafer), un livello che mette sotto pressione i margini e obbliga le aziende a riconsiderare le proprie strategie industriali.
In questo scenario entra in gioco Samsung. Una delle principali aziende del settore starebbe valutando seriamente l’ipotesi di cambiare rotta e affidarsi meno a TSMC. Una scelta che non sarebbe dettata solo dal prezzo, ma anche dalla necessità di ridurre la dipendenza da un unico fornitore. Una lezione imparata duramente negli anni di crisi delle catene di approvvigionamento.
TMSC costretta ad aumentare i prezzi per i futuri chip, nel frattempo Samsung guadagna terreno
Samsung, dal canto suo, sta cercando di rilanciare la propria divisione proprio puntando sui nodi più avanzati. Dopo le difficoltà incontrate con alcune generazioni precedenti, vuole dimostrare di poter competere non solo sulla carta, ma anche in termini di resa produttiva e affidabilità. Offerte economiche più aggressive e una maggiore flessibilità contrattuale potrebbero rappresentare un forte incentivo per attrarre nuovi clienti e nuove aziende dalla sua parte.
Va comunque sottolineato che TSMC resta il riferimento assoluto del settore. I suoi prodotti sono considerati più maturi e superiori a livello di rendimento. Trattasi di un fattore decisivo soprattutto per chi produce chip in grandi quantità. L’aumento dei prezzi del 2 nm rischia di dare il via ad un mercato diverso, con le aziende pronte a suddividere la produzione tra più partner per contenere i costi e mitigare i rischi.
Se questa tendenza dovesse consolidarsi, il mercato dei semiconduttori avanzati potrebbe entrare in una fase di maggiore competizione. Samsung sembra già pronta a ritagliarsi un ruolo più incisivo e TSMC è costretta a difendere la propria leadership non solo sul piano tecnologico, ma anche su quello economico. Una dinamica che, nel medio periodo, potrebbe riflettersi anche sui prezzi dei dispositivi finali.
