Le immagini arrivano da Shenzhen e hanno un effetto straniante proprio perché non mostrano nulla di esplicitamente sensazionale. Solo un robot umanoide che cammina con andatura regolare accanto a due poliziotti, in mezzo a turisti che passeggiano davanti alle riproduzioni monumentali di Window of the World. È questa normalità apparente ad aver colpito l’immaginario collettivo, trasformando un breve video in un fenomeno virale capace di oltrepassare in poche ore i confini cinesi.
Le autorità locali hanno preferito mantenere un profilo prudente, chiarendo che non si tratta di una vera adozione operativa ma di una dimostrazione controllata, parte di test condotti in ambiente reale. Eppure il messaggio passa lo stesso. Il robot non è più confinato in fiere tecnologiche o laboratori chiusi, ma entra nello spazio urbano, osservato, filmato, giudicato. Non impone presenza, non interagisce in modo evidente, ma c’è. Ed è proprio questa presenza a suggerire che la linea tra sperimentazione e quotidianità si sta assottigliando.
Il modello EngineAI e il futuro del robot di servizio
Il protagonista del filmato è un robot sviluppato da EngineAI, una startup giovane ma già molto osservata nel settore cinese della robotica umanoide. Il modello, appartenente alla famiglia T800 o alla variante più compatta PM01, è pensato come piattaforma generalista, capace di adattarsi a contesti diversi senza essere progettato per un solo compito.
Le sue dimensioni sono volutamente umane. Presenta infatti una statura simile a quella di un adulto, peso contenuto considerando la batteria integrata, movimenti studiati per risultare fluidi anche su superfici irregolari. Le specifiche raccontano di velocità di camminata sostenute, cambi di direzione rapidi e una destrezza manuale resa possibile da sensori distribuiti nelle mani, elementi che spiegano perché l’azienda guardi non solo all’industria ma anche ai servizi e alla sicurezza.
Dal punto di vista computazionale, il robot sfrutta sistemi di intelligenza artificiale avanzati e, in alcune configurazioni, hardware Nvidia, mentre l’autonomia resta limitata a poche ore, sufficiente per test, dimostrazioni e impieghi brevi, ma non per turni completi senza supporto. EngineAI parla apertamente di produzione su larga scala e di un prezzo che, pur elevato, è lontano dalle cifre assurde dei prototipi sperimentali del passato. Tutto ciò apre nuove possibilità, in cui enti pubblici, aziende e amministrazioni locali potrebbero valutare l’uso di robot umanoidi non come curiosità tecnologiche, ma come strumenti complementari. La passeggiata di Shenzhen, in fondo, non è un test di forza, ma un test di accettazione.
