Dal 1° gennaio 2026 la riforma delle accise sui carburanti produce i primi effetti concreti alla pompa. Dopo quasi tre anni, il diesel torna a costare più della benzina, invertendo una tendenza che durava dal febbraio 2023, quando si usciva dalla fase più acuta della crisi dei prezzi legata alla guerra in Ucraina.
Cosa cambia con la riforma delle accise
Come rileva Staffetta Quotidiana, l’allineamento delle accise ha ridotto la tassazione sulla benzina e aumentato quella sul gasolio. In parallelo, i prezzi della benzina scendono ai livelli più bassi dal 19 dicembre 2022, mentre il diesel risente dell’aumento fiscale.
Dal primo gennaio pesa anche un altro fattore: l’aumento del costo di miscelazione dei biocarburanti, dovuto al rialzo della quota d’obbligo. L’incremento è compreso tra 1,5 e 2 centesimi al litro, ma è stato compensato dal calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati di entità simile. Il risultato finale, però, resta chiaro: il gasolio torna sopra la benzina.
I prezzi medi alla pompa
Secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana sui prezzi comunicati all’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la situazione è la seguente. In self service, la benzina si attesta in media a 1,650 euro al litro, mentre il diesel sale a 1,666 euro al litro. Al servito, la benzina arriva a 1,798 euro al litro e il diesel a 1,803 euro al litro.
Numeri che fotografano con precisione l’effetto del riallineamento fiscale deciso dal governo.
L’allerta del Codacons
Sulla vicenda interviene anche il Codacons, che da tempo teme possibili speculazioni. L’associazione segnala che, in alcune Regioni, il calo della benzina non sempre procede di pari passo con l’aumento del gasolio, creando squilibri territoriali.
Per questo motivo è stato avviato un monitoraggio puntuale dei prezzi. Se le variazioni alla pompa non rifletteranno correttamente il nuovo assetto delle accise e dovessero emergere irregolarità, il Codacons ha annunciato la disponibilità a presentare denunce alle Procure competenti. L’obiettivo dichiarato è evitare che il riallineamento fiscale si trasformi in un danno per gli automobilisti.
