La decisione dell’Antitrust italiano segna un passaggio delicato nei rapporti tra regolatori e grandi piattaforme digitali, con Meta ancora una volta al centro dell’attenzione. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti imposto una misura cautelare che obbliga il gruppo statunitense a sospendere alcune condizioni contrattuali legate a WhatsApp. Attività ritenute potenzialmente lesive della concorrenza nel settore emergente dei chatbot basati su intelligenza artificiale.
Il punto critico riguarda l’integrazione di MetaAI all’interno dell’app che si colloca in una posizione di particolare evidenza rispetto alle soluzioni offerte da operatori terzi. Secondo l’Antitrust, questa scelta non si limita a valorizzare un servizio proprietario. Rischia invece di alterare in modo rilevante l’equilibrio del mercato, sfruttando la forza di una piattaforma utilizzata quotidianamente da milioni di utenti e imprese. L’istruttoria, avviata già nell’estate del 2025, ha pian piano ampliato il proprio raggio d’azione, fino a includere le nuove condizioni previste dai WhatsAppBusiness Solution Terms, destinate a entrare pienamente in vigore a gennaio 2026.
Proprio queste clausole, nella lettura dell’Autorità, avrebbero l’effetto concreto di escludere dalla piattaforma le imprese che sviluppano chatbot AI concorrenti di Meta, restringendo di fatto l’accesso a uno spazio digitale fondamentale per l’innovazione e per la libertà di scelta degli utenti professionali.
Meta mette sotto osservazione WhatsApp
Nel motivare il provvedimento, l’Antitrust ha sottolineato come la condotta di Meta presenti i tratti tipici di un possibile abuso di posizione dominante, in grado di limitare non solo la concorrenza attuale, ma anche lo sviluppo tecnico futuro del settore dei servizi di chatbot AI. Il rischio, secondo l’Autorità, non è teorico. L’esclusione dei concorrenti da WhatsApp potrebbe produrre un danno grave e difficilmente reversibile agli equilibri competitivi, proprio mentre il mercato dell’intelligenza artificiale conversazionale sta vivendo una fase di rapida espansione.
Per questo motivo è stata ritenuta necessaria un’azione immediata, senza attendere la conclusione dell’istruttoria nel merito, così da preservare la contendibilità del mercato e garantire che le imprese possano continuare a operare su condizioni eque. Non si tratta di una battaglia isolata a livello nazionale. L’Autorità italiana ha infatti chiarito di essere in costante coordinamento con la Commissione europea, a conferma di come il caso Meta-WhatsApp si inserisca in un contesto più ampio di vigilanza sulle grandi piattaforme digitali.
Da parte sua, Meta ha già contestato la decisione, definendola infondata e annunciando l’intenzione di ricorrere contro il provvedimento. Il confronto, dunque, è solo all’inizio.
