La fast fashion ha trasformato il modo in cui vestiamo, ma ha anche lasciato un’eredità pesante. Ovvero montagne di abiti e tessili che finiscono nei rifiuti. La diffusione di marchi come Zara, Shein e Primark sono tra i principali responsabili di un fenomeno che vede la maggior parte dei capi non differenziati. Ciò soprattutto a causa dei tessuti misti e dell’alta presenza di poliestere. Tale scenario ha sollevato una domanda cruciale: come smaltire e riciclare tali materiali in modo sostenibile? Un gruppo di ricercatori lettoni ha studiato 27 pubblicazioni scientifiche. Ciò per identificare strategie efficaci per il riutilizzo dei tessuti post-consumo, oggi difficili da riciclare con metodi economicamente sostenibili. Gli esperti hanno valutato le soluzioni secondo quattro criteri: impatto ambientale, fattibilità economica, maturità tecnica e accettazione sociale. La sorpresa? La proposta più promettente arriva dai funghi.
Funghi usati per contrastare il fenomeno “fast Fashion”
La ricerca punta sul micelio, la rete vegetativa dei funghi, per produrre materiali isolanti. Coltivando il fungo ostrica Pleurotus pulmonarius su una miscela di scarti agricoli e tessuti riciclati macinati, si ottiene un composito adatto all’edilizia sostenibile e all’industria. Tale materiale, anche se con conducibilità termica superiore agli isolanti tradizionali come il polistirene, offre vantaggi ambientali significativi. Inoltre, promette buone prospettive di mercato, grazie all’uso di rifiuti come materia prima.
Altre soluzioni valutate includono compositi rinforzati con tessuti, leggeri e duraturi. Ideali come alternativa al cemento armato, e il recupero di composti chimici come BHET, fibre di cotone e nylon, monomeri per spandex, fino a bio-olio e acido tereftalico. Quest’ultimi sono tecnologicamente maturi, ma presentano un impatto climatico elevato durante la produzione.
È utile sottolineare che, secondo quanto riportato dagli autori, prima di passare a studi pilota saranno necessarie ulteriori analisi. Con la nuova normativa europea e le pressioni ambientali sempre più forti, la gestione dei rifiuti tessili potrebbe trasformarsi da problema cronico a opportunità innovativa. Dai funghi agli isolanti, il futuro del riciclo tessile appare più creativo e sostenibile. Uno scenario che richiede ricerca, investimento e collaborazione. Non resta che attendere per scoprire come evolverà tale pratica contro l’inquinamento.
