Negli Stati Uniti si è riacceso il dibattito sulle politiche ambientali dopo che l’EPA ha modificato in modo sostanziale i contenuti pubblicati sul proprio sito istituzionale. La sezione dedicata alle cause del cambiamento climatico è stata riscritta. Nel dettaglio, oggi non contiene più alcun riferimento al contributo umano nel riscaldamento globale. È un cambiamento che appare in netto contrasto con la linea scientifica consolidata e che si inserisce nel clima politico delineato dall’amministrazione Trump. La pagina dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, in precedenza indicava le emissioni antropiche come elemento centrale nell’aumento delle temperature globali. Ora, invece, propone una lettura interamente basata su processi naturali.
Amministrazione Trump: niente più riferimenti all’uomo per la crisi climatica
Tra i fattori citati figurano le variazioni dell’orbita terrestre, l’intensità dell’attività solare. Ed anche i fenomeni vulcanici e le oscillazioni naturali dei livelli di anidride carbonica. La rimozione di ogni riferimento alle attività industriali, ai trasporti, alla produzione energetica e al riscaldamento domestico rappresenta un ribaltamento. Ciò soprattutto considerando le affermazioni della comunità scientifica e dagli stessi organismi federali statunitensi. Come, ad esempio, NASA e NOAA.
Tra le voci critiche spicca quella di Jane Lubchenco, oceanografa dell’Oregon ed ex amministratrice della NOAA, che ha definito l’intervento un atto che sottrae ai cittadini dati fondamentali per comprendere rischi legati alla salute e alla sicurezza. Il cambiamento non è passato inosservato. Molti ricercatori hanno evidenziato come la modifica non si limiti a una revisione editoriale, ma introduca una narrazione incompatibile con i risultati della ricerca scientifica prodotta dagli Stati Uniti. L’EPA aveva annunciato mesi fa l’intenzione di aggiornare i contenuti digitali per allinearli alle priorità dell’esecutivo. Eppure, la cancellazione totale dei riferimenti al ruolo umano nel riscaldamento globale segna un passo molto più netto.
La scelta dell’EPA sembra inserirsi in una strategia più ampia volta a ridimensionare la discussione sulle responsabilità umane nel cambiamento climatico. Ciò riducendo la consapevolezza pubblica e influenzando il dibattito politico interno. Il risultato è un nuovo terreno di confronto tra ricerca, istituzioni e interessi economici legati ai combustibili fossili. Con implicazioni che vanno oltre la semplice gestione di un portale informativo.