
Samsung Ballie
A pochi mesi dalla fine del 2025, è arrivata la conferma che molti osservatori del settore già sospettavano: Samsung ha ufficialmente rinviato nuovamente il lancio di Ballie, il piccolo robot domestico che avrebbe dovuto segnare un nuovo passo nel mercato della casa intelligente. L’azienda sudcoreana aveva promesso un debutto entro l’estate, rimandando poi ogni annuncio fino a questo momento, quando ha finalmente ammesso che il dispositivo non è ancora pronto per il mercato. La conferma è stata riportata da TechRadar, a cui un rappresentante del colosso coreano ha spiegato che il team si sta concentrando nel “raffinare e perfezionare la tecnologia per offrire un’esperienza più incisiva”.
Nessuna nuova finestra di lancio comunicata
Una frase che lascia intendere come il progetto sia ancora in evoluzione e che, al momento, non esista una nuova finestra di lancio. Samsung non ha indicato nemmeno un periodo indicativo per il rilascio, creando incertezza sul futuro commerciale del prodotto. Il rinvio ripetuto solleva interrogativi sulla complessità tecnica del progetto e sulla capacità di Samsung di portare sul mercato un dispositivo così ambizioso.
Ballie non è un nome nuovo per chi segue le novità presentate al CES: il primo prototipo apparve sul palco ormai sei anni fa come un piccolo robot sferico pensato per interagire con la casa e con gli utenti. Solo due anni fa però Samsung aveva mostrato una versione profondamente aggiornata, dotata di una fotocamera migliorata e soprattutto di un proiettore integrato, capace secondo la visione dell’azienda di trasformare qualsiasi superficie in uno schermo dinamico.
Assistente fisico mobile con AI Google Gemini
Per molti, Ballie rappresentava un tentativo convincente di portare nel quotidiano un assistente fisico capace non solo di rispondere a comandi vocali, ma anche di muoversi autonomamente, monitorare gli spazi domestici, fornire promemoria, controllare i dispositivi smart e persino seguire l’utente da una stanza all’altra. All’inizio dell’anno Samsung aveva anche confermato che il robot avrebbe sfruttato le capacità dell’AI di Google Gemini, integrandole nel proprio ecosistema.
