Nel settore della robotica, la competizione globale si sta intensificando. A tal proposito, di recente, l’attenzione degli analisti si è concentrata soprattutto su un singolo annuncio. Ovvero, la chiusura di un finanziamento da parte di RobotEra, l’azienda che sta puntando a trasformare il robot umanoide da strumento sperimentale a risorsa produttiva. La raccolta, una Series A+ vicina a 1 miliardo di yuan (circa 140 milioni di euro) ha attirato l’interesse degli osservatori. La presenza nel capitale di soggetti come Geely Capital, BAIC Capital, Alibaba Group e Haier Capital suggerisce che l’attenzione verso i robot destinati al lavoro reale sia entrata in una fase più matura. L’ingresso di investitori profondamente radicati nell’automotive offre una chiave di lettura ulteriore.
RobotEra presenta nuovi finanziamenti per i suoi robot umanoidi
L’industria dell’auto rappresenta uno dei contesti più esigenti e dinamici per la robotica avanzata. Dunque, la partecipazione di tali realtà indica che i robot umanoidi potrebbero diventare strumenti operativi nei cicli di produzione, non semplici piattaforme da laboratorio. A tal proposito, RobotEra ha dichiarato di avere già ordini commerciali per il 2025 pari a circa 70 milioni di euro, una cifra che mostra come il mercato stia cominciando a misurare il valore reale di tali tecnologie.
Il prodotto che più sta catalizzando il dibattito è l’umanoide L7, un dispositivo di 171 centimetri e 65 chilogrammi dotato di 55 gradi di libertà e in grado di generare coppie fino a 400 newton metro. Negli ultimi mesi il robot è stato mostrato mentre raggiungeva velocità superiori ai 14 chilometri orari, eseguiva rotazioni complete e si muoveva con rapidità paragonata da molti alle performance della danza acrobatica. Ma ciò che interessa alle aziende è la capacità dell’L7 di sollevare fino a 20 chilogrammi e manipolare oggetti con precisione sufficiente a operare in linee produttive complesse.
Alla base dello sviluppo c’è la cosiddetta embodied intelligence. Un approccio che integra l’elaborazione dell’AI con l’esperienza fisica del robot, permettendogli di apprendere attraverso sensori e movimento nello spazio reale. In un mercato ancora in formazione, RobotEra punta a dimostrare che la robotica umanoide può diventare una componente stabile delle infrastrutture produttive del prossimo decennio.
